Ansia e Respirazione

Ansia e Respirazione

ansia

Quando entriamo in uno stato di ansia o paura, i muscoli si tendono e si contraggono, pronti a reagire, il sangue affluisce al cervello, il respiro si fa più veloce e superficiale, il battito del cuore accelera e lo stomaco si contrae. Tutto ciò avveniva, ai nostri antenati, quando compariva loro di fronte una belva feroce.
Oggi noi non dobbiamo combattere contro un predatore che mette a rischio la nostra vita. Le nostre lotte quotidiane e i nostri stress mettono però ugualmente in allarme il nostro sistema nervoso. Lo stato di stress e ansia prolungati ci danneggiano dato che tutto nel nostro organismo, quando siamo in questa situazione, si prepara a gestire un’emergenza (metodo utile ai nostri progenitori che dovevano lottare quotidianamente per la sopravvivenza) mentre, ora, per gestire il nostro stress quotidiano abbiamo invece bisogno di imparare a rilassarci e apprendere come scaricare il nostro sistema nervoso che si attiva sempre più facilmente e anche senza un pericolo.
La respirazione energetica può aiutare proprio a questo scopo: scaricare le tensioni e alleggerire lo stress, imparando a trasformare l’ansia. Quello che ci succede, altrimenti, è vivere in uno stato di allerta cronico, quindi vivere sotto braccio all’ansia che molto probabilmente esaurirà le nostre riserve fisiche e mentali.
Quando l’ansia diventa paralizzante e ci sovrasta può persino diventare panico; per noi è come avere a che fare con una tigre feroce alla soglia della nostra caverna. Possiamo, però, imparare ad addomesticare la nostra ansia comprendendo per tempo i suoi segnali: ciò trasformerà la paralisi o il continuo stress in azioni propositive.
La respirazione energetica è un metodo di rilassamento che ha come scopo primario quello di scaricare lo stato fisiologico di allerta che ormai ci accompagna. Questo si realizza creando, a mano a mano che la si pratica, una certa inversione di rotta: i muscoli si rilassano, il respiro diventa più ampio e la capacità respiratoria, in caso di bisogno dovuto ad esempio ad uno stress improvviso, diventa più grande; il battito del cuore si regolarizza, lo stomaco e le viscere si distendono, i muscoli del viso si rilassano e la mente riacquista la capacità di essere chiara ed efficace. In questo stato di rilassamento e calma mentale la capacità di concentrazione migliora e le tensioni possono sciogliersi, grazie all’ambiente fertile e sicuro che impariamo a creare.
Ma come funziona la respirazione energetica? Apprendiamo a togliere la pausa significativa che ormai tutti, chi più e chi meno, mettono tra un’inspirazione e una espirazione e tra un respiro completo e l’altro. Respirando in modo calmo anche se profondo eliminiamo la dannosa abitudine di iperventilare. Diciamo che impariamo a iperossigenare il nostro sistema, approfondendo la respirazione ma eliminiamo gli effetti dannosi di una iperventilazione. Questo ci dona nuovamente la capacità, che spesso si ristabilisce spontaneamente, di pensare di nuovo in modo più positivo e ottimista, producendo delle immagini mentali che sostengono il nostro benessere. Questo produce un rilassamento dello stato fisiologico: tutto in noi risponde positivamente al respiro, alle immagini positive che ne derivano e alla chiarezza mentale che torna grazie al rilassamento, ad una maggior ossigenazione e ai nuovi obiettivi che ci proponiamo. La forza di volontà non sarà necessaria, anzi, a volte troppa forza di volontà è, al contrario, dannosa. Abbiamo bisogno di decidere di respirare meglio e di più, rilassando il corpo e iniziando a immaginare qualcosa di propositivo per la nostra vita invece che dar retta alle immagini limitanti e di paura. Incominciamo a lasciar perdere tutte le brutte notizie del telegiornale e andiamo a praticare la respirazione e la visualizzazione per migliorare drasticamente tutto quello che vive in noi e intorno a noi.
Quindi otterremo una maggiore determinazione e la decisione di fare delle azioni concrete come quella di imparare di nuovo a respirare. Sostituiamo la forza di volontà fine a se stessa che nella maggior parte dei casi ci stressa ancora di più ottenendo un effetto contrario a quello desiderato.
Ciò che occorre è imparare ad abbracciare un atteggiamento di accettazione non giudicante e di attiva curiosità verso ciò che accade nel corpo e le percezioni che questo rimanda. Si tratta di osservare ciò che accade, il peso dei muscoli, il ritmo del respiro o il battito cardiaco, oppure ancora i pensieri e le immagini, come se foste degli spettatori al cinema.

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