Bodywork: il corpo si esprime

Bodywork: il corpo si esprime

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Il Bodywork nella nostra Scuola

Nella nostra Scuola di Counseling Esperienziale e Relazionale abbiamo notato che il valore e la potenza delle condivisioni, così come l’apprezzamento e l’integrazione dei concetti e dei lavori svolti, aumentano migliorano quando si è prima affrontato un lavoro di bodywork.

Il lavoro con il corpo potrebbe essere un’esperienza di movimento libero, piuttosto che di respirazione energetica o ancora di massaggio, magari con un adeguato sottofondo musicale. Qualcosa che sposta dalla totale attenzione alla mente e all’esperienza cognitiva per portarla anche al sentire e al corpo con i suoi vissuti e con le sue enormi potenzialità.

Cos’è il Bodywork

Quando parliamo di bodywork intendiamo tutti quegli strumenti esperienziali che passano attraverso il corpo come mezzo per comunicare prima di tutto a se stessi e poi agli altri. In modo rilassato, dove non esiste la performance né qualsiasi tipo di giudizio ma dove le persone possono contattare la propria essenza attraverso la modalità corporea.

All’inizio dell’esperienza di gruppo, chiediamo alle persone presenti a scuola di sospendere il giudizio su di sé o sugli altri poi a mano a mano che ci si abitua a lavorare in questo modo verrà naturale non occuparsi di paragonare, criticare se stessi o gli altri, pensare che ci si dovrebbe muovere in un modo oppure in un altro per “farlo bene”.

Come viene fatto non interessa, la cosa importante è farlo. Muoversi a piacere, a seconda della consegna che verrà data, lasciando andare le tecniche apprese in precedenza.

Dimenticare ciò che si conosce

Alcuni, infatti, si presentano capaci di danzare il tango o i balli di sala o chissà che altra competenza: quello che chiediamo è di dimenticare le tecniche già conosciute, semplicemente per muoversi a ritmo di musica per ritrovare un’assoluta libertà, quella libertà che si è persa da molti anni, quella libertà che continuando a muovere il corpo si potrà ritrovare. Così facendo anche la mente ne trarrà giovamento.

Le strutture rigide, le maschere che ci siamo messi allontanandoci da noi stessi piano piano si trasformeranno portando, unita alla trasformazione, più energia vitale e gioia di essere vivi. Ognuno col proprio tempo e con la propria modalità. Lavorare in questo modo è sicuro e piacevole, naturalmente è meglio se si viene guidati da qualcuno capace, professionale ed esperto.

L’esperienza di Daniela

Da quando conduco corsi (1996) ho sempre dato importanza al corpo e alle sue modalità di espressione. Questo mi ha garantito una qualità di lavoro molto alta, perché il corpo non mente mai, ama esprimersi e contiene delle risorse non immaginabili. Grazie al bodywork proponiamo metodi, tecniche e strumenti per stare bene con sé stessi e i mezzi per riconoscere e utilizzare al meglio le proprie potenzialità. 

Non ci occupiamo di patologie né di disfunzioni ma di benessere. Un benessere globale che riguarda mente, corpo, emozioni e spirito. Troppo spesso il corpo viene dimenticato, non viene abitato; un corpo che alcune volte è stato violato da noi stessi e da altri. Un corpo che va recuperato nella sua forma e nel suo valore.

Quando le persone lavorano, per fare un esempio, sui pensieri negativi che hanno si di sé, sui propri comportamenti o su tutto quello che possono fare per recuperare stima e amore per sé, ma dimenticano di fare pace col proprio corpo, qualcosa non funzionerà nella loro capacità di stimarsi di più e di stare meglio con se stessi.

Fare pace col proprio corpo

Fare pace col proprio corpo non significa soltanto pensarlo in modo diverso, ma abitarlo in un modo nuovo; danzare come non si è mai danzato, esprimersi col corpo lasciando che qualsiasi emozione possa parlare. Non significa essere contenti a tutti i costi di muoverlo ma potrebbe significare esprimere quel dolore o quella rabbia muovendolo invece che pietrificarlo come si è sempre fatto nel corso della propria vita. Danzare o muoversi con quello che c’è, stare con quello che c’è: questa è l’essenza più profonda del counseling.

Stare lì e attendere che un processo creativo trasformi quello che abbiamo incontrato. E la trasformazione, che lo si voglia o no, è in atto. Bodywork significa uscire dalla ossessione della mente: comprendere, catalogare, giudicare, paragonare, criticare, attaccare, difendersi e via dicendo, per lasciare spazio al corpo. Il corpo che parla, che si esprime, che lascia andare e che acquisisce nuove competenze. Il corpo che diventa flessibile nuovamente lasciando andare rigidi schemi mentali.

Il Bodywork è dunque una pratica che ci permette di entrare maggiormente in contatto col proprio corpo permettendo di ristabilire la naturale carica energetica dell’organismo. Diventando consapevoli della propria postura motoria ed emotiva, ritroveremo grazie al movimento e al respiro, quell’armonia perduta e quell’equilibrio psicofisico indispensabile per vivere meglio. In questo modo ci renderemo conto dei suoi blocchi e delle sue resistenze: senza combatterle ne comprenderemo in significato.

Come utilizziamo il bodywork nella nostra scuola

A scuola studiamo, per citarne alcuni, Reich, Lowen, Osho, Thich Nath Hanh, Gabrielle Roth. Questi maestri hanno dato tantissima importanza al corpo. Tutti loro sostengono che le esperienze passate e le tensioni acquisite lasciano una traccia nella postura che assumiamo.

Le potenzialità del nostro essere sono ridotte da tutte quelle tensioni croniche che limitano la mobilità del corpo perché ogni emozione che reprimiamo viene bloccata e trattenuta mediante la muscolatura. Oggi, la visione olistica della salute sancisce finalmente l’unità mente-corpo, sanando quella storica frattura che ha accompagnato la storia della medicina e della psicologia.

Altro aspetto fondamentale del Bodywork è il lavoro sulla respirazione: quando è superficiale, infatti, indica un tentativo di controllare le nostre sensazioni, spesso dolorose. La pratica della Respirazione Energetica che insegniamo non si limita ad una meccanica esecuzione di movimenti e tecniche sterili, poiché il Bodywork mira allo sviluppo di due qualità essenziali: la consapevolezza e l’espressione emotiva.

Attenzione e consapevolezza

Prestare attenzione ai movimenti del corpo, alla postura, al modo in cui respiriamo è il primo passo per risvegliare i nostri sensi: essere consapevoli della presenza di eventuali tensioni, sensazioni, del nostro modo di respirare e di muoverci, ci permette di acquisire gradualmente maggiore padronanza del nostro corpo e delle nostre emozioni. Essere consapevoli delle proprie emozioni permette di apportare un cambiamento positivo nelle relazioni interpersonali attraverso una migliore modulazione della propria reazione agli eventi quotidiani.

Si tratta di un percorso che inevitabilmente porta ad un miglioramento della qualità della vita grazie all’integrazione di specifiche tecniche che lavorano sul piano somatico, emozionale e mentale e che restituiscono fluidità non solo al corpo, ma anche al nostro modo di esprimerci.

Il bodywork è basato sul principio che la persona è più felice e rende di più, quando si curano parametri quali il rilassamento, il respiro, la ripetitività alternata alla creatività e il movimento nello spazio.

Strumenti che utilizzano il Bodywork

Durante i corsi della nostra scuola utilizziamo svariati strumenti di bodywork quali:

  • la respirazione energetica
  • la danza creativa
  • i massaggi rilassanti
  • alcune delle meditazioni di Osho
  • i cinque ritmi di Gabrielle Roth
  • contact improvvisation
  • danza terapia
  • bioenergetica
  • biodanza
  • lavori esperienziali sui chakra
  • danze in cerchio
  • camminate nella natura
  • esperienze sciamaniche durante i residenziali nella natura

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