Lettera aperta di Daniela Zicari su Covid-19

Lettera aperta di Daniela Zicari su Covid-19

Il Covid-19 o Coronavirus è esploso in Cina e sembrava qualcosa di molto lontano da noi. Forse siamo stati un po’ lenti a comprendere la portata drammatica di tale avversità.

Molti di noi quando il virus si è manifestato in Italia hanno provato ansia, paura, panico, senso di impotenza, vicinanza con gli operatori sanitari; qualcuno è stato felice di poter rallentare, rimanere a casa, cambiare ritmo alla propria esistenza. Qualcuno ha provato sollievo nella solitudine mentre qualcun altro ha avuto bisogno di contatto fisico e sente forte la mancanza di un abbraccio.

In questo periodo, durante i workshop che offro on line, sento le condivisioni di molte persone: alcuni sono rimasti paralizzati altri hanno reagito. Per tutti quelli che intervengono nelle nostre meditazioni o nei corsi appare chiaro che un cambiamento sarà necessario.

Stiamo affrontando, chi più chi meno, la paura: chi della salute propria o dei cari, chi della sopravvivenza rispetto all’economia. Alcuni sostengono che questa lezione inaspettata sia del tutto inutile e che tutto tornerà come prima, al ritmo di prima.

E poi resta la paura del virus, qualcosa che non si vede, che si conosce poco, che ci hanno fatto conoscere come una simil influenza ma che poi si è rivelato pericoloso. E mentre l’uomo primitivo il pericolo lo vedeva in faccia ecco che noi (pur provando la stessa paura primordiale derivante dal cervello rettiliano) il nemico non lo possiamo vedere. E questo è addirittura più disorientante.

Quello che stiamo facendo è rimanere confinati per la sicurezza nostra e degli altri. Ed ecco allora un’altra paura si fa strada nella nostra mente: quanto durerà? Come sarà la vita dopo il covid? La nostra abitudine al controllo sta vacillando. La separazione forzata sta causando ancora più ansia e molti vacillano. La sicurezza e il riposo dell’inizio di questa avventura stanno diventando troppo da gestire. Le persone anziane sono sole, i malati non possono essere accuditi dai loro cari. Tutto questo ha un costo in termini di ansie e paure. E noi abbiamo il dovere come operatori d’aiuto di pensare a cosa possiamo fare.

Il virus può diventare un’occasione per riflettere. Ad esempio sullo sfruttamento ambientale, su cosa stiamo facendo al nostro Pianeta, su come potrebbe essere il nostro futuro e quello delle generazioni che verranno.

Abbiamo dunque bisogno di donne e uomini che vogliono fare la differenza, che vogliono dare una mano, magari frequentando corsi di automiglioramento o una scuola di formazione, per contribuire al benessere proprio e degli altri. È il momento della cooperazione; il momento di trovare ognuno la propria autenticità, di andare dentro nel nostro silenzio interiore e attingere alla saggezza, quella saggezza che non sappiamo nemmeno più di avere.

Abbiamo bisogno di svegliarci a una nuova era, di utilizzare il panico che ha creato il virus in opportunità per imparare e cambiare. Sei pronto a guardare in faccia la tua vera natura spirituale? Sei pronto ad amare te stesso e gli altri in un modo nuovo e collaborativo?

Tu hai il potere di trasformare la tua vita e di cambiare il Mondo!

Il vaccino energetico, l’antidoto per il virus è la trasformazione che ci viene chiesta a livello individuale e collettivo, partendo ognuno dalla propria responsabilità: abilità alla risposta. In che modo possiamo rispondere? Cambiando, lavorando su noi stessi, investendo su di noi e sulle nostre relazioni, creando rete.

Ma soprattutto possiamo iniziare ad emanare amore incondizionato.

Iniziare a dare senza pensare a ciò che si riceverà in cambio, così come fa il Pianeta Terra, il Sole, la Luna, l’Acqua e tutti gli elementi che ci permettono di essere vivi. Possiamo trasformare le sfide in opportunità per imparare, i momenti critici come quelli che stiamo vivendo adesso, come opportunità per una possibile evoluzione. Un’espansione della consapevolezza.

Questo virus è un segnale, un’allerta, una chiamata per non arrendersi alla paura. Invece che arrendersi allo sconforto possiamo aprirci all’amore, elevarci, aumentare la nostra connessione con noi stessi, gli altri, il Pianeta, aumentando il rispetto reciproco.

Questo virus potrebbe essere vissuto nel rispetto per le morti e il dolore che ha portato) come insegnamento per lasciare andare il controllo, trasformare il dolore e la distruzione, aumentando il rispetto per tutte le forme di vita e aiutare la trasformazione che il Pianeta ci chiede. Possiamo notare la diminuzione dell’inquinamento e potremmo finalmente capire che un cambio di marcia è diventato fondamentale. Non tutti l’hanno capito prima del virus e ora?

Ora tocca a noi. Possiamo fare qualcosa, ognuno potrà trovare il proprio metodo: la preghiera, inviare amore, inviare luce, meditare, respirare in modo consapevole, muovere il corpo, fare qualsiasi azione che possa far stare meglio prima di tutto sé stessi e già questo arriverà come modello a qualcuno. Quando tu prendi in mano la tua vita in modo spontaneo sosterrai gli altri a fare altrettanto.

Ogni gesto d’aiuto, anche i più silenziosi, in questo momento e per tutti i momenti a venire saranno importanti e necessari. Tutti i gesti che vengono dal cuore sono e saranno rilevanti.

Quando avremo finalmente la possibilità di avvicinarci, abbracciarci, guardarci negli occhi, lo faremo in modo diverso, nuovo, saremo più consapevoli del dono della presenza delle persone che sono importanti per noi ma anche di come ognuno può diventarlo, perché ogni presenza è un dono, ha qualcosa da insegnarci come noi a loro.

Mi auspico che saremo più consapevoli della bellezza di questo Pianeta, così generoso, fertile, nella sua grandezza così generoso. Sapremo esserlo anche noi?

Daniela Zicari

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