L’importanza di un lavoro su di sé

L’importanza di un lavoro su di sé

Sono molti i motivi per cui le persone si rivolgono a noi per partecipare a un corso, a delle sedute o alla nostra Scuola, che consideriamo la perla del nostro lavoro. Alcuni arrivano per curiosità, magari grazie al passa parola di un amico, altri perché sono in un momento di crisi e stanno soffrendo; altri ancora sentono che è venuto il momento di dare una svolta alla propria vita e qualcuno vuole anche cambiare la propria professione. Oppure arriva un giorno in cui si presenta un bisogno impellente di dare delle risposte alle proprie domande e s’intuisce che con il nostro lavoro si potrebbe arrivare a farlo. A volte alcuni rimandano da molto tempo, con scuse varie e apparentemente valide, quali la mancanza di tempo o di denaro o anche di entrambi. Qualcuno si appassiona e frequenta ogni cosa da noi proposta mentre altri partecipano ad un corso qua e uno là senza impegnarsi seriamente in nessun percorso e questo porta, inevitabilmente, a dei risultati soltanto momentanei. Altri chiedono qualche sessione individuale quando sono proprio in piena crisi. Io le chiamo le sedute di pronto soccorso. Naturalmente noi siamo qui per aiutare le persone nei momenti di crisi, per prenderle per mano e accompagnarle fuori dalle difficoltà e quindi non rifiuteremo l’aiuto.
Tuttavia ho notato che spesso questo approccio produce raramente una trasformazione a lungo termine perché difficilmente arriva alla radice del problema.
Ad esempio, Ivana qualche anno fa ha partecipato a qualche incontro propedeutico alla Scuola di Counseling Esperienziale e Relazionale. Aveva problemi di relazione e ne aveva appena chiusa una in modo drammatico. Diceva che le mancava la fiducia negli uomini e che erano tutti traditori, tutti uguali a suo padre. Con l’ultimo partner mancava la comunicazione oltre che la fiducia: litigavano spesso e i momenti di soddisfazione e di felicità erano ormai rari. È rimasta particolarmente colpita dal mio modo di lavorare e dalla profondità e possibilità di guarigione che offro nei corsi e nelle sedute. Era stata così consapevole da riconoscere il bisogno di andare dentro di sé per guarire le ferite della relazione con il padre. Tuttavia ha trovato mille scuse, prima di tutto con se stessa, partecipando soltanto saltuariamente ai corsi. Da allora non è cambiato molto nella sua vita e nelle sue relazioni. Il problema di Ivana è la sua motivazione e il suo impegno a lavorare su se stessa. Lei vuole le soluzioni, tutto e subito, ma non è stata motivata a fare il lavoro interiore necessario, di cui avrebbe avuto bisogno, in modo da produrre un reale cambiamento.
La storia di Manuela è diversa: lei ha partecipato a tutta la Scuola mettendosi in gioco, relazionandosi coi suoi compagni di corso, partecipando a tutte le attività da me proposte senza mai dire di no. Aveva capito i suoi nodi da sciogliere e voleva farlo bene per godersi prima possibile i risultati tangibili di un buon lavoro su di sé. Il problema all’inizio era lo stesso di Ivana, però a Manuela è piaciuto mettersi in gioco, sfidarsi, andare oltre e smettere di dare la colpa agli altri per la sua situazione. Ha ritrovato la forza, la tenacia, la verità profonda e una connessione spirituale che non sapeva nemmeno di possedere. Ora è in grado di godersi i suoi momenti di solitudine, di rimanere in relazione in modo sano senza scappare come faceva un tempo e ha trovato un modo per non farsi travolgere dalle emozioni.

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