Il Rebirthing: la magia del respiro circolare connesso

Il Rebirthing: la magia del respiro circolare connesso

Cos’è il Rebirthing, dal suo inventore ad oggi, i vantaggi di una corretta e più ampia respirazione e l’importanza che ha nel quotidiano; le differenze tra il “vecchio” Rebirthing e quello che oggi viene utilizzato nella Scuola di counseling esperienziale e relazionale. I benefici concreti di una maggiore e corretta respirazione nella vita di tutti i giorni testimoniati da chi la pratica.

Argomenti trattati

  • Leonard Orr: l’inventore del Rebirthing
  • Il Rebirthing: la meditazione degli occidentali
  • L’importanza della respirazione
  • Come sono arrivata al Rebirthing
  • Possibili definizioni del Rebirthing
  • Il Rebirthing della Scuola di Counseling Esperienziale e Relazionale
  • I benefici del Rebirthing di chi l’ha provato
  • Contatti

Leonard Orr: l’inventore del Rebirthing

rebirthingScopritore del Rebirthing è stato Leonard Orr , che ne ha elaborato i principi costitutivi durante un periodo di circa quindici anni, anche se la fase determinante di creazione del metodo di lavoro con il respiro si è svolta tra 1974 e il 1977. Nato nella cittadina di Walton, Orr è ultimo di sei fratelli.

La madre, che già dopo il terzo figlio aveva deciso di non averne altri, alla notizia di un’ulteriore gravidanza sviluppa un profondo rifiuto verso il nascituro. Tali emozioni negative influiscono sul bambino durante la vita intrauterina, e nel periodo dell’infanzia e dell’adolescenza si manifesteranno attraverso seri problemi di apprendimento e periodi di grave depressione.

Proprio la consapevolezza dello stretto legame che intercorre tra le condizioni di concepimento e nascita e le inclinazioni manifestate durante la crescita e l’età adulta, è il primo degli aspetti fondamentali che lo hanno portato alla scoperta della tecnica del rebirthing. Una prima esperienza di rebirthing per Orr avviene nel 1962, quando, facendo il bagno, sente l’urgenza di rimanere il più a lungo possibile nell’acqua calda della vasca: infatti in condizioni simili a quelle del feto nel liquido amniotico inizia ad avere ricordi psico-fisici della sua nascita. Tra il 1962 e il 1968 tali esperienze si ripetono con sempre maggior intensità, finché durante una di queste, nel 1968, riesce ad averne ricordi consapevoli.

Contemporanei a tali scoperte sono però gli episodi di depressione con pensieri di suicidio, culminati nel 1967 con il tentativo di togliersi la vita, abbandonato repentinamente.

La decisione di vivere lo induce ad approfondire alcuni esperimenti sulla regressione al periodo neonatale, ispirati a pratiche di meditazione orientale e ai suoi studi universitari, integrandoli con la respirazione in acqua calda (che più di tutto come aveva già provato consente di ricreare le stesse condizioni della vita intrauterina), con l’ausilio di boccaglio e pinza per il naso.

Nel 1974 la ricerca raggiunge il suo culmine: Orr insieme a un gruppo di persone sperimenta la respirazione consapevole in acqua, confrontando le reazioni e affinando la tecnica, che chiamerà appunto Rebirthing. Si rende conto che non tutti rivivono sensazioni collegate alla nascita. È una possibilità che esiste allo stato potenziale, ma non sempre la coscienza vi accede. La denominazione rebirthing viene mantenuta poiché, comunque, chi lo pratica realizza un processo di rinnovamento del sé, una rinascita in senso lato, metaforico.

Il Rebirthing: la meditazione degli occidentali

rinascitaIl Rebirthing, che significa letteralmente “rinascita”, è una disciplina che usa una particolare tecnica di respirazione unita a una forma consapevole di pensiero.

Ciò che rende differente la respirazione praticata dal rebirthing da altre discipline, specialmente dallo yoga e dalle discipline orientali, come ad esempio il Pranayama , è l’utilizzo di un respiro connesso, cioè senza pause e ritenzione del respiro.

Eliminando le pause si crea una respirazione pranica, cioè che carica l’organismo di prana (o energia vitale) oltre che di ossigeno.

Tale processo energetico consente di liberare le memorie cellulari e di produrre dei cambiamenti effettivi in quegli stati come l’ansia, il panico, gli schemi ripetitivi, la depressione , altrimenti difficilmente modificabili.

Man mano che la persona riesce a far diventare la propria respirazione circolare, anche la sua vita lo diventa, nel senso che più si eliminano blocchi, emozioni negative e pensieri limitanti e più tutto fluisce più facilmente, con maggiore “circolarità”. Del resto anche biologicamente nel corpo umano molti meccanismi rispondono al principio di circolarità: dal sonno si passa alla veglia, alla tensione dei muscoli segue il rilascio, e così via.

In nessuna di queste manifestazioni ci sono interruzioni, ma ci si trova di fronte al fluire della vita.

Scopo del Rebirthing è di ristabilire un’alternanza naturale dei ritmi vitali, fisici e psichici, individuando le decisioni e i paradigmi che si sono formati durante il periodo che chiamiamo “scenario di nascita”, che comprende il concepimento, la gravidanza, la nascita e il primo anno di vita del bambino.

Infatti le emozioni assorbite in questo periodo e le reazioni istintive agli eventi e all’ambiente, in cui il bambino si muove, lo portano a prendere delle decisioni che si radicano a livello inconscio, condizionandone successivamente la vita e le relazioni .

Pensieri come: “la vita è faticosa”, “gli altri mi fanno male”, “non merito amore”, “io sono pericoloso”, “io sono sbagliata”, ”bisogna lottare per vivere”, da dove arrivano? Come si sono formati? Il Rebirthing attiva queste e altre memorie, che si sono fissate a livello cellulare.

Respirando si localizzano i pensieri che stanno creando delle conseguenze di cui l’individuo non si sente responsabile a livello conscio e che probabilmente non portano né benessere né armonia, bensì sofferenza e complicazioni.

Naturalmente il lavoro non è basato solo sulla ricerca delle cause della sofferenza dell’essere umano, ma grande parte, almeno nei miei corsi e nelle mie sedute è dedicata alla ricerca delle soluzioni, per far si che la persona possa davvero trasformare tutto quello che le procura dolore e fatica e arrivare a un maggior benessere, raggiungendo i propri obiettivi di vita .

Una conseguenza importante della pratica del Rebirthing e della respirazione circolare è che si impara a diventare responsabili dei propri pensieri e quindi dei risultati raggiunti in ogni ambito dell’esistenza .

Il processo messo in moto dal Rebirthing è rapido e potente, poiché le persone si rendono conto velocemente, grazie al processo sopra descritto, del loro dolore, della paura e della rabbia che hanno assimilato e accumulato senza trovarvi un adeguato sfogo.

L’importanza della respirazione

Respirare non è un’attività intellettuale.

Di conseguenza all’inizio può sembrare strano leggere e riflettere su qualcosa che si fa in ogni momento della nostra vita.

Dal primo istante di vita, respirare è qualcosa che il corpo sa come fare per assicurarsi la sopravvivenza. In questo stesso momento, mentre stai leggendo, stai respirando e la notte quando dormi la tua respirazione fluirà: inspirazione, espirazione, senza bisogno di pensarla.

Questa respirazione automatica che permette di vivere, che un tempo era tanto piena e libera, quando si blocca o si limita diventa automaticamente distorta.

La respirazione alterata inconsciamente permette di sopravvivere, però non di evolvere.

Per questo, per recuperare quello che si è perso è necessario conoscere, essere informati ed esserne partecipi in maniera consapevole.

La respirazione influenza i sistemi respiratorio, cardiovascolare, neurologico, gastrointestinale, muscolare e psichico e ha anche un effetto generale sul sonno, sulla memoria, sul livello di energia e di concentrazione .

Il ritmo che si mantiene, i sentimenti che si sperimentano, le cose che si realizzano, sono sempre influenzate dal metronomo ritmico della respirazione.

Quando, come tutti al giorno d’oggi, ci si deve confrontare con un livello crescente di stress psicologico, fisico e biologico, il metronomo interno che determina la qualità e lo stato della respirazione e della salute, può diventare sempre più veloce.

A volte interviene la sensazione che la propria vita sia diventata come quella di un criceto, che corre incessantemente su una ruota senza riuscire a fermarla e senza riuscire a scendere.

Forse, ricordi ancora un’epoca in cui ti sentivi pieno di energia e di voglia di fare e forse ti chiedi come mai non é più così e se puoi fare qualcosa per ricominciare a sentirti motivato.

Quando si cerca una soluzione è facile perdersi nei dettagli, teorie e strategie complicate, è più raro che ci fermiamo ad analizzare i concetti più semplici e fondamentali. È ancora più raro che ci permettiamo di fermarci a sentire veramente quello che sentiamo.

Il processo della respirazione è al centro di tutte le tue azioni e ti permette di entrare in un nucleo centrale dove potrai trovare la risposta, non mentale e quindi ricca di possibilità, allo stress.

Mediante il perfezionamento e il miglioramento della qualità della nostra respirazione possiamo sentire un impatto positivo in tutti gli aspetti del nostro essere. In questo momento gli studi medici e scientifici dimostrano ancora una volta quello che le tradizioni orientali, riguardo alla salute, sostengono da secoli: quando respiriamo bene creiamo condizioni ottime per la salute e il benessere .

È confortante sapere che la ricerca medica moderna ora appoggia le credenze antiche: una buona respirazione è una pietra angolare per il nostro benessere.

Quando un essere umano nasce tutto il suo corpo respira. Ogni cellula vibra con la vitalità della sua respirazione. Tutte le ossa, i muscoli e gli organi si muovono con ogni respirazione.

Ogni nervo riceve energia.

Da adulti la maggior parte delle persone ha dimenticato come sia una respirazione piena e totale.

L’abbiamo dimenticato, però non l’abbiamo perso.

Recuperando la pienezza della nostra respirazione recupereremo anche altre dimensioni della nostra vita. Perché questi passi siano diretti e utili è importante familiarizzare con noi stessi, con chi siamo veramente.

Nella vita impariamo molte nozioni, ma poco su come siamo fatti e sulla nostra respirazione. Diventarne consapevoli farà si che la nostra investigazione ci arricchisca. Quando si comincia a sentirsi “a casa” nel proprio corpo il processo è già su un buon cammino.

Riscoprire la naturalezza della nostra respirazione piena e profonda, ha a che fare con lasciar andare o superare gli ostacoli che abbiamo sviluppato per limitarla, tanto coscientemente quanto inconsciamente.

Se sei uno psicologo o psicoterapeuta che desidera dare uno sviluppo psicosomatico al suo lavoro, un atleta che vuole migliorare le sue prestazioni, un meditatore, un professionista disturbato dall’ansia e dallo stress, o qualcuno che semplicemente ha avvertito che la sua respirazione è sottile e superficiale, potrai imparare, nella nostra Scuola di Counseling Esperienziale e Relazionale , molti strumenti per migliorare la tua respirazione e quindi il tuo benessere.

Come sono arrivata al Rebirthing

L’incontro col Rebirthing mi ha cambiato la vita.

Capire l’importanza della respirazione nella mia esistenza e in quella degli altri è stato cruciale. Fino a quel momento non le avevo dato nessuna importanza e non mi ero accorta che respiravo il minimo per sopravvivere e non sapevo che respirare pienamente e profondamente è un grande dono, e soprattutto che si può imparare a qualsiasi età.

Ho iniziato a occuparmi della mia interiorità attraverso una psicoterapia junghiana a poco più di vent’anni: allora mi vergognavo di farlo sapere, ancora non si usava. Dato che a quel tempo lavoravo in ufficio, andavo di nascosto, perché allora, a metà degli anni settanta, si diceva che dagli psicoterapisti ci andavano solo i “matti”.

In realtà è stata la prima svolta costruttiva e davvero importante della mia vita.

In poco tempo ho cambiato completamente vita: fidanzato, casa e lavoro.

Senza saperlo, stavo muovendo i primi passi verso la relazione d’aiuto e allora mi sentivo completamente inadeguata anche solo a immaginare di poter essere d’aiuto agli altri.

Pensavo di non essere in grado di aiutare me stessa, come potevo pensare agli altri? Eppure mi rendevo conto che era l’unica cosa che veramente mi appassionava.

Parlare e soprattutto ascoltare gli altri; in modo naturale mi chiedevano tutti un aiuto, si confidavano con me, anche quando facevo il revisore contabile e non avrei dovuto dare confidenza ai nostri clienti.

I numeri però mi annoiavano, le persone mai.

Quando tornavo un anno dopo nella stessa azienda ritrovavo degli amici, pronti a raccontarmi le loro vicissitudini e i loro cambiamenti. Il contatto con gli altri era l’unica cosa positiva di quella professione, che trovavo del tutto inutile.

Non a caso in quegli anni ho avuto parecchie malattie psicosomatiche che dimostravano il mio disagio esistenziale. Intanto che i miei colleghi revisori si arrabattavano per fare carriera, io studiavo psicologia e osservavo gli altri: mi affascinavano e incuriosivano.

In contatto col mio dolore per non riuscire a realizzarmi né nell’amore né nella professione, continuavo a credere in un mondo migliore, in cui finalmente mi sarei tranquillizzata.

E finalmente, a Milano, la città in cui sono nata e che amo profondamente, scoppiettante di iniziative, partecipo a una conferenza sullo Shiatsu .

Rimango folgorata, dato che la psicologia da sola non mi appagava. Da li inizia una storia mai terminata, un rapporto con il mondo olistico, con la crescita, con la professione d’aiuto.

Ho iniziato le sedute di Shiatsu integrato alla psicologia evolutiva che mi hanno portato a frequentare una scuola, una vera rarità all’epoca, a Milano infatti era ancora l’unica.

E cosi ho fatto il salto da un lavoro “normale” alla professione d’aiuto.

Non ci potevo credere, il mio sogno si stava avverando: ero veramente piena di clienti, tutti avevano bisogno di Shiatsu, anche se ancora non era conosciuto; soprattutto piaceva parlare con me, essere ascoltati e sostenuti per quello che potevo. Ho avuto clienti di tutti i tipi e ho imparato davvero tanto.

Ho continuato anche per buona parte della gravidanza di mio figlio. Poi mi sono dedicata completamente a lui e per più di un anno non ho dato sedute.

Come potete immaginare e come tutti credo sappiano, avere un figlio cambia completamente.

Io mi sono rinnovata, ancora una volta, ho imparato davvero l’amore incondizionato e ho studiato davvero tanto per commettere meno errori possibili con lui che dipendeva totalmente da me e da suo padre.

È stata un’avventura magica che mi ha aperto il cuore e la mente.

Quando sono tornata dai miei clienti di Shiatsu ero davvero cambiata: ero più profonda, esigente e ancora una volta, alla ricerca di qualcosa di più. Questa caratteristica di non accontentarmi e di voler capire di più per aiutare di più e meglio, mi ha sempre accompagnato e fa ancora parte di me.

Quando non riesco ad aiutare come vorrei o la persona non riesce a ottenere i cambiamenti sperati, allora la frustrazione è li che si fa sentire.

Proprio in quel periodo, quando pensavo che ci dovesse essere di più che premere le persone per far passare loro un dolore, anche se sapevo che lo Shiatsu è molto di più, ecco che su una rivista trovo un’intervista a Milena Screm, che allora nel 1992 era, insieme a Filippo Falzoni, l’unica esponente del mondo del Rebirthing in Italia.

Sono rimasta folgorata: non solo ho preso immediatamente appuntamento per le sedute individuali ma mi sono iscritta anche alla formazione, frequentata poi per due anni.

Milena mi ha fatto conoscere il mondo del respiro, ma non ero ancora soddisfatta e volevo saperne di più, soprattutto circa il Rebirthing, per diventare una professionista e una brava rebirther.

E cosi mi sono buttata e ho frequentato la scuola di Rebirthing di Patric Ellequain, insegnante straordinario da cui ho imparato tutto sul Rebirthing e che mi ha seguito nei miei primi passi con un amore paterno (anni dopo si arrabbiò quando fondai la mia scuola, ma ci sta!) e tutti i migliori del mondo: Bob Mandel , Beatriz Santos, Adolfo Dominguez, Diana Roberts, Bo Walstrom, Nancy Alberson.

Ho frequentato, come partecipante prima e come assistente dopo, a quindici L.R.T. (Love Relationship Training) con Sondra Ray e altri insegnanti di fama internazionale.

Nel 1996 Giorgio Roffino, che era l’organizzatore della scuola internazionale di Rebirthing in Italia, mi ha chesto di condurre insieme a lui, il mio primo corso. Non potete immaginare l’emozione che ho provato. C’era gioia, stupore ma soprattutto paura, una grandissima paura, direi terrore: di parlare in pubblico, di non farcela, di deludere, di dire stupidaggini, di non essere abbastanza preparata.

Sono molto grata a Giorgio perché mi ha dato la spinta che ci voleva e vicino alla sua presenza saggia mi sono buttata. Da allora non mi sono più fermata: dopo il mio primo corso tenuto con Giorgio a Ivrea, in un bellissimo hotel, dove davanti alle persone che erano li per noi e per il respiro, ho sentito che avrei voluto fare questo tutto la vita e cosi sta succedendo.

Ho conosciuto e ho frequentato i corsi di Leonard Orr, il quale poi mi ha chiesto di condurre il suo Seminario di un Anno in Italia.

Di suo aveva solo il nome, in realtà eravamo molto liberi di esprimere chi eravamo e quello che amavamo, dentro alla formula di un incontro al mese per far respirare i gruppi di persone. Non mi perdevo più un gruppo né in Italia né in Francia e in seguito anche in Spagna.

Ho imparato Vivation ® direttamente dal suo inventore Jim Leonard.

Erano anni stimolanti e ho conosciuto e ho fatto da assistente, a tutti i migliori rebirther del mondo, ma soprattutto ho conosciuto il più grande maestro di tutti: il respiro .

Ho imparato davvero tanto e il mio modo di fare Rebirthing da li è cambiato anche se il maestro rimane ancora il respiro. Vedere le persone che respirano in gruppo è ancora una delle emozioni più forti delle mia vita.

Conduco in media 35 corsi ogni anno e non solo della scuola di formazione fondata nel 2000 e chiamata Scuola di Breathwork Counseling, ora diventata Scuola di Counseling Esperienziale e Relazionale .

Negli anni ho integrato alla pratica del Rebirthing, nei miei corsi e nelle mie sedute, svariate metodologie, tra le quali: costellazioni familiari e lavorative, decondizionamento dall’infanzia e lavoro sul bambino interiore, altre modalità di uso della respirazione, codipendenze emozionali , respirazioni in acqua calda e fredda (sono davvero un’espertissima), danzaterapia , scrittura creativa, lavoro con gli elementi e lo sciamanesimo (recupero dell’anima, ricerca dell’animale di potere, camminata sui carboni, meditazioni nella natura ecc), focusing , gestalt  dialogo delle voci , Psych-k ® , disegno umano .

Possibili definizioni del Rebirthing

Il Rebirthing può essere definito, nella molteplicità dei suoi risultati, come:

Un modo per apprezzare il qui e ora e contemporaneamente trovare l’energia necessaria per cambiare quello che non ci piace della nostra vita.
Imparare a prendersi le responsabilità (non le colpe) della propria vita che significa riprendersi il proprio potere personale.
Un metodo per superare sofferenze che risalgono addirittura alla fase neonatale, e raggiungere il benessere psicofisico.
Un supporto per la psicoterapia, poiché aiuta a toccare in tempi rapidi, traumi e sofferenze radicate a livelli profondi dell’inconscio, offrendo al terapeuta materiale su cui lavorare, che spesso il paziente non riesce a raggiungere solo con il processo mnemonico.
Una forma di meditazione, poiché avvicina chi lo pratica a un livello spirituale profondo.
Uno strumento di pratica quotidiana per raggiungere e mantenere un buon equilibrio psicofisico.

Soprattutto però il Rebirthing è uno strumento per realizzare la propria crescita personale, il cui obiettivo è una conoscenza più approfondita di se stessi, in modo da poter raggiungere l’autonomia e la completa responsabilità delle proprie scelte, acquisendo inoltre la capacità di comunicare in modo chiaro ed ecologico.

È un metodo che può accompagnare la crescita di ciascuno, è sempre adatto perché cambia insieme alla persona e la sostiene a sentirsi sempre più protagonista della propria quotidianità, in modo semplice e naturale.

Il Rebirthing della Scuola di Counseling Esperienziale e Relazionale

A differenza di Leonard Orr che insegna a respirare attraverso il naso, quasi tutti gli altri insegnanti utilizzano da subito la pratica della respirazione consapevole con la bocca: questo perchè attraverso la bocca aperta e rilassata abbiamo la possibilità di immettere molta più aria, quindi energia, dentro di noi.

Anche nella nostra Scuola di Counseling Esperienziale e Relazionale utilizziamo prevalentemente la respirazione con la bocca. Un’ altra differenza con la respirazione classica del Rebirthing è che noi cerchiamo di portare il respiro dove non arriva: il Rebirthing utilizza prevalentemente la parte alta del petto, mentre noi cerchiamo di sbloccare il respiro dove ha bisogno di essere sbloccato.

Quindi se la persona respira già nella parte alta del petto, cerchiamo di portare l’attenzione anche alla pancia e al plesso solare. Quando diciamo che tutto il corpo respira effettivamente intendiamo che quando una persona ha una buona respirazione, e nessuno all’inizio ce l’ha, sembra che tutto il corpo respiri e si muova aprendosi sempre di più; la respirazione diventa sempre più potente e spontanea.

Nel nostro modo di vedere il lavoro col respiro, non abbiamo bisogno di spingere la respirazione o di catarsi a tutti i costi.

Quello che deve avvenire, succede; a volte la sessione sembra molto tranquilla, quasi come se non stesse succedendo niente, ma sappiamo che a livello profondo non è mai cosi.

In base all’esperienza maturata in anni di scuola e dopo aver fatto respirare centinaia di persone, ci siamo semplicemente resi conto che non tutte le persone possono “respirare” allo stesso modo e non tutti hanno gli stessi effetti facendolo. È importante a questo punto precisare che nella nostra Scuola di Counseling Esperienziale e Relazionale utilizziamo, nel corso del triennio di formazione, diverse tecniche di respirazione.

La filosofia di base del Rebirthing, per come è nato e per come prosegue, è attribuire le cause di infelicità dell’essere umano a quelli che vengono chiamati “i cinque grandi”, cioè: il trauma di nascita, la disapprovazione genitoriale, la menzogna personale (che è il pensiero più negativo che abbiamo su noi stessi e che attraverso un semplice esercizio, durante la nostra scuola, aiutiamo a trovare), la pulsione inconscia di morte e le vite passate. Leonard negli anni ha poi aggiunto la disapprovazione scolastica e religiosa.

Nella nostra scuola abbiamo mantenuto, perché abbiamo visto i risultati e siamo dei convinti sostenitori, del lavoro di rilascio dei traumi riguardanti la nascita, o comunque la comprensione di come il modo in cui veniamo al mondo influisca il nostro modo di vivere e relazionarci con gli altri; lavoriamo inoltre sulla menzogna personale, sul decondizionamento dall’infanzia e sulla pulsione inconscia di morte, portando più vita ed energia grazie a tutti i lavori che facciamo all’interno dei corsi.

Abbiamo deciso di non trattare le vite passate perché riteniamo che si possa fare Rebirthing e ottenere ottimo risultati anche senza credere alla reincarnazione.

Per chi fosse interessato all’argomento, siamo certi che potrà trovare dei professionisti seri e preparati, mentre noi ci siamo dedicati allo sviluppo di altri temi.

Un altro concetto che abbiamo abbandonato, è quello della filosofia immortalista, che potete trovare ben spiegato nei libri di Leonard Orr e Sondra Ray. Riteniamo sia davvero importante lavorare per superare e liberarsi della pulsione inconscia di morte ma non sposiamo il concetto della filosofia immortalista che ci sembra possa deviare l’interesse di molti, a discapito di tutto quello che di buono c’è in questa pratica.

In un altro articolo spiegheremo nel dettaglio la nostra filosofia e metodologia e dimostreremo i vantaggi per te della ricchezza del nostro lavoro.

I benefici del Rebirthing di chi l’ha provato

Elenchiamo ora alcuni dei benefici della pratica del Rebirthing; sono solo una piccola parte dei feedback dati dagli allievi che, in questi ultimi anni, hanno partecipato alla nostra Scuola di Counseling Esperienziale e Relazionale e hanno quindi sperimentato personalmente un buon livello di respirazione.

È un esempio interessante di come la stessa tecnica possa muovere pensieri, sensazioni ed emozioni così diversi tra loro, ma evidentemente importanti per il momento che la persona sta vivendo.

“Se respiro di più io…”

  • Sento il mio corpo e le sue esigenze
  • Imparo a non compensare con cibo e altro, e comprendo di cosa ho realmente bisogno
  • Sciolgo facilmente i blocchi e sento di nuovo la gioia di vivere
  • Sento più energia
  • Mi sento più forte e sicuro
  • Mi libero dalle negatività
  • Contatto più facilmente le mie emozioni/sensazioni
  • Supero i miei limiti apparenti
  • Arrivo alla verità
  • Sono più autentica
  • Arrivo all’essenza mia, degli altri e della vita
  • Accetto quello che sento, senza cercare di cambiarlo e cosi divento più vivo e più vero
  • Trasformo i miei pensieri, cambio quelli che non mi aiutano a vivere serena
  • Trasformo il mio dolore in creatività e gratitudine
  • Contatto la gioia e la vitalità
  • Sono più consapevole del mio corpo
  • Allento e trasformo la paura perché ho imparato ad accettarla
  • Apro la porta ad altre connessioni
  • Fluisco più facilmente nelle esperienze della vita
  • Imparo a stare nel qui e ora senza l’ansia per il passato e la preoccupazione per il futuro

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