LIbri consigliati per una felice trasformazione personale

Libri consigliati

Il bambino interiore, Daniela Zicari, L’età dell’Acquario

Se ti accade di sentirti inquieto e insoddisfatto senza comprenderne il motivo, se ti senti insicuro e incapace di prendere in mano la tua vita, se la malinconia ti opprime o se non riesci a liberarti da una dipendenza di qualsiasi tipo (cibo, alcol, fumo ma anche persone ed emozioni), prova a fermarti, a respirare in modo calmo e rilassato, a prenderti del tempo per ascoltarti e guardarti dentro…. Scoprirai che in un angolo recondito del tuo Io, c’è una parte di te stesso che hai dimenticato e che riemerge, a volte improvvisamente, attraverso rabbia, ansia, paura tristezza: è il tuo bambino interiore.

Per affrontare e risolvere i nodi della tua esistenza, e per liberarti da condizionamenti e meccanismi automatici, dovrai divenire consapevole del bambino dentro di te.

Attraverso le pagine di questo libro imparerai a entrare in contatto con lui, ad averne cura, a guarire le sue ferite, ad ascoltare i suoi desideri rimasti inespressi e a sentire la sua grande energia e potenza creativa. Solo dopo aver ristabilito la relazione con questa parte di te, così profonda e saggia, potrai imparare a conoscere davvero te stesso, ad marti completamente per ciò che sei, e quindi a iniziare un processo di realizzazione armonico e pieno

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Libera la tua energia, Daniela Zicari, L’età dell’Acquario

Cambiare abitudini per trasformare la propria vita: questo è un obiettivo valido per la maggior parte delle persone.

In questo libro scopriamo come farlo grazie all’aiuto degli elementi e al loro potere. Non è possibile cambiare vita se non si cambiano quelle abitudini che ci danneggiano.

La ricarica e la purificazione con gli elementi (terra, acqua, fuoco, aria ed etere) è stato per molti uno strumento valido per trasformare la propria vita e disporre di una diversa e più potente energia nel tempo a seguire.

Dopo aver sperimentato su sé stessa i benefici di questa tecnica, da anni l’autrice la insegna in un corso dedicato che è all’origine di questo libro.

Qui infatti sono raccolte tutte le informazioni, teoriche e pratiche (dalla disciplina del respiro, all’alimentazione, all’uso della musica) utili per entrare nel magico mondo degli elementi e del loro utilizzo energetico.

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Vivi la tua vita al meglio, Daniela Zicari, Armando Editore

Questo lavoro costituisce un approfondimento serio e professionale dell’utilizzo del respiro nella terapia di aiuto.

Frutto della lunga esperienza dell’autrice nella pratica di questa metodologia nella Scuola di Counseling Esperienziale e Relazionale, si rivolge a tutto quel pubblico interessato agli argomenti relativi alla crescita personale e al benessere quali: autostima, sessualità, psicologia dei sé, albero genealogico e molto altro.

Si rivolge inoltre a coloro che hanno voglia di trovare maggior benessere attraverso gli strumenti indicati, ai professionisti della relazione d’aiuto che vogliono attingere alla decennale esperienza di chi scrive, ai counselor che vogliono ampliare le loro competenze;

a tutti quelli che vogliono comprendere i benefici della respirazione consapevole e infine alle persone che intendono conoscere metodologie all’avanguardia sperimentate e valide.

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Ebook, Il potere del respiro, Daniela Zicari, Sperling & kupfer

Da un’esperta in tecniche di respiro, le basi e gli esercizi della respirazione energetica: una tecnica di grande efficacia per il corpo e la mente.

“Il potere del respiro” affronta le basi della respirazione energetica e illustra i fondamenti di questa preziosa pratica. In questo ebook troverete la spiegazione di quali sono gli inconvenienti che una cattiva respirazione comporta e come si possono superare per migliorare la propria esistenza, gestire lo stress e incrementare il benessere generale.

Qui troverete una breve introduzione alla fisiologia di questo particolare tipo di respirazione, fondata su informazioni inedite e di carattere scientifico e una sezione nella quale si spiega come la mente si comporta durante le sessioni di respirazione, quali sono i più frequenti ostacoli che si presentano (i cosiddetti «pensieri limitanti») e come superarli.

L’ebook è inoltre arricchito da esercizi sulla respirazione circolare semplice – tecnica di respirazione collaudata e di grande efficacia – e da un esercizio completo che consiste in una respirazione unita alla meditazione, messo a punto dall’autrice durante anni di pratica e d’insegnamento in seminari dedicati.

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L’unica nostra arma è la pace, Thich Nhat Hanh, 2005, Oscar Mondadori

Prima di parlare di questo libro, è opportuno presentare l’autore: Thich Nhat Hanh è nato in Vietnam nel 1926 ed è diventato monaco giovanissimo, nella tradizione zen Rinzai.

Durante la guerra nel Vietnam si è impegnato per una risoluzione pacifica del conflitto e, da allora, ha sempre affiancato alla pratica religiosa un rigoroso impegno sociale.

Nel 1967 Martin Luter King, dopo averlo incontrato, si è schierato per la prima volta pubblicamente contro la guerra in Vietnam e l’ha candidato al Nobel per la Pace.

Ha vissuto 39 anni esiliato dal suo paese che ha potuto rivisitare nel 2004. Vive nel nord ovest della Francia, a capo di una comunità di monaci e laici che ha chiamato Plum Village.

Questi brevi cenni per capire quanto sia significativo per lui parlare di pace; nel libro ci dice: ” La Pace non è semplicemente assenza di violenza: è coltivare la comprensione, la visione profonda è la compassione combinate insieme con l’azione. La Pace è la pratica della presenza mentale, la pratica di essere consapevoli dei propri pensieri, delle proprie azioni e delle loro conseguenze. La presenza mentale è insieme semplice e profonda: quando siamo consapevoli e coltiviamo la compassione nella vita quotidiana noi riduciamo di giorno in giorno il livello di violenza e influenziamo positivamente la nostra famiglia, gli amici, la società .”

Queste sole poche righe già ci danno l’idea della levatura e dello spessore morale della persona di cui stiamo parlando: tutta la vita di questo straordinario monaco “rivoluzionario” è stata infatti dedicata alla ricerca della diffusione della pace, senza mai utilizzare parole di odio o rancore verso nessuno ma cercando di riportare sempre e comunque l’attenzione di ogni essere umano alla propria presenza mentale e alla compassione.

Come specificato nel libro, vale la pena di ricordare l’etimologia della parola compassione: dal latino cum patior: “provare sentimenti con”, e non l’accezione deformata che fa assumere a questa parola, come spesso oggi viene interpretata, un significato più vicino al pietismo.

A mio avviso la caratteristica che rende Thich Nhat Hanh unico, (da qui il termine rivoluzionario che ho usato prima), è quella di affiancare, a molti concetti così profondi e spiritualmente elevati, una pratica giornaliera semplice ed efficace alla portata di tutti : ho avuto la fortuna di conoscerlo in più di un’occasione, partecipando ai suoi ritiri, sia a Plum Village che in Italia, e credo che a parole difficilmente si possa rendere il senso della bellezza e dell’integrità che riesce a trasmettere.

Come nel libro, anche di persona comunica una chiarezza, una forza e una semplicità che, a mio avviso, solo i grandi maestri posseggono.

Nei vari capitoli, si alternano esempi pratici di meditazioni ed esercizi di consapevolezza, con l’uso del respiro e di altre tecniche, con episodi reali della sua esperienza passate durante la guerra in Indocina prima e in Vietnam poi, dove ha potuto affinare e sperimentare, e non è un modo di dire, l’uso di tutto quello che espone in questo testo .

Il dolore provato per la perdita di molti amici, durante quegli anni di guerra, non ha mai leso la sua convinzione e la sua fede in una risoluzione pacifica di tutti i conflitti.

Nel susseguirsi della lettura, mi ha colpito inoltre la mancanza totale di giudizio, anche verso chi ha seminato morte e disperazione.

La scelta di Thich Nhat Hanh è quella di evitare di schierarsi “contro” o “a favore” di qualcuno; questa scelta, mantenuta con coerenza e fermezza privilegiando solo i bisognosi e gli affamati, gli è costata 39 anni di esilio dal proprio paese.

Altra parte importante del libro riguarda l’estensione dei concetti di pace, e di tutti gli esercizi e meditazioni ad essi collegati, a tutti gli aspetti della vita quotidiana e non solo ai conflitti: questo vale nel lavoro, nella relazioni, nel cibo che si mangia, nel rapporto con la natura e con gli animali.

Ogni momento è giusto per Thich Nhat Hanh per operare una scelta di pace e di rispetto.

Tra le tante pratiche suggerite dal maestro, voglio citarne due veramente emozionanti e profonde, che ogni tanto ho il piacere di praticare e insegnare: la “meditazione camminata” e “toccare la terra”.

Se hai voglia di lasciare che tutto ciò entri nel tuo cuore e di provare a dare il tuo piccolo (o grande) contributo alla pace, ti consiglio fortemente di leggere questo splendido libro .

Sono davvero grato a Thich Nhat Hanh: è grazie a lui che ho trovato il coraggio, nel 1999, di lasciare il mio vecchio lavoro e di iniziare a lavorare nel settore della relazione d’aiuto: molte delle parole che ho sentito direttamente dalla sua voce sono scolpite nel mio cuore e mi nutrono in ogni momento di bisogno.

Potrete sperimentare le meditazioni di cui abbiamo parlato e molti esercizi di respirazione, nei nostri corsi Accendi la tua energia e durante la Scuola di Counseling Esperienziale e Relazionale.

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Come mettere in pratica il potere di adesso, Eckhart Tolle, 2004, Armenia Edizioni

Questo libro riprende alcuni concetti che l’autore ha espresso nel suo best seller il potere di adesso , e li unisce a pratiche ed esercizi, rendendo questo testo più completo del precedente. Il suo scopo è quello di portare il lettore lontano dal turbinio della mente, un modo per andare oltre i problemi creati dai pensieri, permettendoci di scoprire cosa significa vivere una vita più libera.

È un libro che può far capire il senso e il significato del cambiamento. Molte persone, in questo momento di crisi, sono terrorizzate dal cambiamento, che vedono solo come negativo, non riuscendo a cogliere le opportunità nascoste; ritengo, e cosi anche l’autore, che chiunque possa avere il potere e l’abilità di trasformare la propria vita nel modo in cui si desidera.

Il problema è che a volte è difficile comprendere cosa si desidera. A noi, nella nostra Scuola di counseling esperienziale e relazionale , capita molto spesso di incontrare persone che hanno capito cosa non vogliono più nella loro vita ma che non sanno assolutamente cosa vogliono, oppure persone che sanno cosa vogliono, e sono rare, ma non sanno come fare a ottenerlo e raggiungere i loro obiettivi.

Noi li aiutiamo nella loro introspezione e scoperta dei desideri e gli insegniamo a farli diventare degli obiettivi raggiungibili .

Per fare questo è necessario apprendere dei nuovi modi di far funzionare la nostra mente e modi nuovi per esercitarci a rimanere centrati nonostante tutto quello che sta succedendo a noi, alle nostre famiglie e alla società in generale.

Siamo molto sensibili a quello che sta succedendo, mi sto riferendo alla crisi e alla paura che la crisi fa aumentare. Soprattutto noto, parlando con le persone che mi contattano, che molti vivono in un perenne stato di ansia; la paura del futuro e di non avere via d’uscita sta paralizzando le idee, le emozioni, la creatività e la vita con tutto il suo significato più profondo .

Trovo che, in questo momento cosi complesso, servano aiuti, qualcosa che illumini e dia una speranza, che faccia sentire nuovamente che ne vale la pena e che le risorse sono dentro di noi oltre che fuori.

Noi alla nostra Scuola offriamo numerosi strumenti di questo tipo, per far ritrovare la fiducia.

Uno di questi è la meditazione, in molte forme diverse e originali. Il libro di Tolle , come vedremo, offre diversi stimoli a questo riguardo.

Voglio farvi una citazione dal suo libro:

“L’inizio della libertà è la realizzazione che tu non sei ‘colui che pensa’. Il momento in cui cominci ad osservare colui che pensa, si attiva un livello di coscienza più alto. Incominci a renderti conto che esiste un vasto regno di un’intelligenza al di là del pensiero, e che il pensiero è solamente un minuscolo aspetto di quell’intelligenza. Ti rendi anche conto che tutte le cose che hanno veramente importanza – bellezza, amore, creatività, gioia, pace interiore – nascono al di là della mente. Incomincia a risvegliarti.”

La prima pubblicazione di Il potere di adesso risale al 1997, da allora è stato editato più volte e tradotto in più di quindici lingue. La divulgazione di questo testo, come altri di altrettanta qualità, fa sperare che le cose, al di là dell’apparenza di grande caos, stiano cambiando e che qualcosa di nuovo stia emergendo.

È la prima volta nella storia dell’umanità che cosi tante persone vogliono rompere gli schemi mentali che hanno tenuto gli esseri umani legati alla sofferenza, da tempo immemorabile.

Sta emergendo un nuovo stato di coscienza.

Questo testo è adatto a una lettura meditativa: quando si pratica una lettura meditativa non si legge tanto per avere nuove informazioni, ma per entrare, durante la lettura, in uno stato di coscienza differente.

Quando si ha a che fare con questi tipi di testi, anche se già letti, ogni volta sembrano nuovi e vanno ogni volta in una diversa profondità, toccando via via parti della nostra essenza.

Parole scritte in uno stato di presenza che possono aiutare a risvegliare la presenza del lettore. Ogni tanto è necessario fermarsi, ascoltare il silenzio, meditare, riflettere.

E mi auguro che il lettore se lo possa concedere: un sano momento di riposo consapevole, lontano dallo stress e dal rumore, sia interno che esterno.

Naturalmente è una strada che qualcuno ha già intrapreso, mentre per altri sarà nuova, ma per entrambi sarà un ristoro.

Come tutti i grandi Maestri spirituali anche Eckhart Tolle sostiene a non identificarsi con la mente, che considera come l’unica vera liberazione. Consiglia di dare ascolto alla nostra parte “testimone” il più possibile, per accorgersi di eventuali pensieri ripetitivi in cui siamo intrappolati, senza esprimere giudizi, con imparzialità .

Questi pensieri vengono descritti come quei vecchi dischi sui grammofoni che continuano a ripetere le stesse litanie.

Ascoltando i pensieri e il loro formarsi ecco che nasce una nuova consapevolezza. Ci ritroviamo testimoni di una presenza, il nostro sé più profondo che risiede dietro o sotto il pensiero .

Ecco che allora il pensiero perde il suo potere e rapidamente si placa, non fornendo più energia alla mente attraverso l’identificazione con essa.

È cosi che inizia la fine dei pensieri involontari e compulsivi: osservandoli senza giudizio, disidentificandosi e diventando testimoni.

Il testo propone di farsi una domanda: vi sono gioia, facilità e leggerezza in ciò che sto facendo? Se la risposta è negativa, allora il tempo sta nascondendo il momento presente, e la vita viene percepita come faticosa e piena di lotta .

Ciò non significa che bisogna necessariamente cambiare ciò che si fa, ma il come lo si fa. L’autore infatti, sottolinea che il “come” è sempre più importante del “che cosa”.

Propone di prestare più attenzione al fare che non al risultato che volete ottenere attraverso il fare .

La più grande meditazione, che ho imparato in questi anni, è di accettare le cose cosi come sono nel momento presente; non si può infatti avere la totale attenzione al qui e ora, e allo stesso tempo opporvi resistenza .

Appena si riesce a onorare il qui e ora e quello che ci porta, ogni infelicità e ogni sforzo si dissolvono e la vita ricomincia a scorrere con facilità.

Quando ci si muove nella consapevolezza del momento presente, qualunque cosa si faccia, si impregna di un senso di qualità, di sollecitudine, di amore.

L’autore sostiene a non preoccuparsi dei frutti delle azioni: limitandosi a dare attenzione all’azione stessa, i frutti arriveranno da soli.

Questa è considerata da Tolle una potente pratica spirituale. Quando smettiamo di sforzarci compulsivamente e di allontanarci dall’adesso, la gioia dell’Essere fluisce in ogni cosa che si fa, avvertendo una presenza, una tranquillità, una pace, rare da provare.

Solo se ci si arrende al momento presente e a quello che proviamo, possiamo attraversarlo in maniera più rapida e gratificante. Se ci opponiamo, resisterà e creerà dolore.

Il dolore nasce sempre da qualche forma inconsapevole di non accettazione di ciò che è.

Tanto più ci si identifica con la mente, tanto più il dolore è presente .

E più si è in grado di onorare il presente così come è, più si è liberi dal dolore, dalla sofferenza, e dalla mente egoica.

Ritengo che quella proposta da Tolle rappresenti una qualità di vita molto alta, indispensabile se si vuole raggiungere un livello di pace interiore considerevole.

Fin quando non accediamo alla frequenza di consapevolezza della presenza, tutte le relazioni, in particolare quelle intime, saranno infatti profondamente disfunzionali.

Quando si è innamorati potranno sembrare perfette, ma inevitabilmente questa perfezione verrà sconvolta da litigi, conflitti, insoddisfazioni e violenze sia psicologiche che fisiche.

Entro breve tempo la relazione che sembrava perfetta, diventa una relazione di amore-odio.

E tutto questo viene considerato normale.

Se nella tua relazione sperimenti sia l’amore che l’odio, allora stai confondendo un legame di dipendenza con l’amore.

Se il partner non appaga le necessità dell’ego, sentimenti di paura, di dolore, di mancanza riaffioreranno per poter essere osservati e guariti.

Anche se si è portati a considerare il partner la causa di quei sentimenti, se riusciamo a tornare alla nostra responsabilità e consapevolezza, faremo un passo importante verso la nostra evoluzione e quella delle nostre relazioni .

Ogni dipendenza, e quindi anche quella emozionali, nasce dal rifiuto inconsapevole di affrontare e attraversare il proprio dolore.

Evitare le relazioni per non sentire quel dolore non è la soluzione. Eckhart sostiene che tre relazioni fallite in un certo numero di anni, sono una spinta più intensa al risveglio, di quanto lo siano tre anni passati su un’isola deserta o rinchiusi nella vostra stanza.

Sia che si stia vivendo una relazione o che si stia vivendo in questo momento da soli, la chiave è la presenza, mantenendo ancora di più l’attenzione sull’adesso.

Questo non significa non lavorare sul proprio passato per imparare dai propri errori o non pianificare il futuro, ma solamente fare tutto il possibile per riportare qui l’attenzione.

Noi alla nostra Scuola di Counseling Esperienziale e Relazionale , insegniamo numerose metodologie e tecniche per arrivare o perfezionare questo atteggiamento.

Un primo passo importante, che anche noi insegniamo, è di smettere o imparare a smettere di giudicare se stessi e il proprio partner.

L’accettazione completa si sé e del proprio partner, farà cambiare in meglio noi stessi e la relazione. Questo porta subito oltre l’ego e tutti i giochi della mente e tutti gli attaccamenti dipendenti sono cosi superati.

La fatica che si spreca a cercare di cambiare il partner è tutta energia guadagnata che possiamo utilizzare per la realizzazione, nel momento presente, di noi stessi e della relazione stessa.

L’amore è uno stato dell’Essere.

L’amore non è al di fuori, è profondamente dentro ognuno di noi.

Nella quiete della nostra presenza, possiamo quindi sentire la nostra vera realtà, senza forma e senza tempo, come la vita non manifestata che anima la forma fisica .

E allora si può sentire la stessa vita profondamente dentro ogni essere umano e ogni altra creatura.

Guardare al di là del velo della forma e della separazione.

Questa è la realizzazione dell’unità. Questo è l’Amore.

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La biologia delle credenze, Bruce Lipton, 2007, Macro Edizioni

l testo di cui sto per parlarvi ha vinto il premio come miglior libro di scienza del 2006 negli Stati Uniti. Nonostante sia scritto da un biologo cellulare che parla delle sue scoperte, è comprensibile a tutti.

Consiglio di leggerlo sia perché apre la mente sulle recenti scoperte legate alla biologia e alla fisica quantistica, sia perché lo fa in modo simpatico e ironico .

Lui stesso si definisce una specie di scienziato pazzo.

La prima edizione italiana risale al 2006 e ora ha superato le tredici edizioni. Vi consiglio anche di guardare il dvd per farvi coinvolgere dal brillante conferenziere che sa catturare l’attenzione in modo abile, con numerosi esempi e immagini significative.

Lipton si è dedicato alle ricerche pionieristiche sulla membrana cellulare che hanno precorso la nuova scienza dell’epigenetica, una rivoluzionaria branca della biologia, che afferma che l’ambiente in cui si cresce è più importante, per la nostra formazione, dei geni stessi.

Tra l’altro queste scoperte mi hanno confermato che nella nostra Scuola di Counseling Esperienziale e Relazionale , stiamo andando, ormai da dodici anni, nella direzione giusta e ci riteniamo dei pionieri del settore della crescita personale.

Infatti la mia ricerca è da sempre stata quella di creare, durante i corsi, già dalla metà degli anni novanta, un ambiente nutritivo per i partecipanti, dove potessero ricevere quello che gli è mancato e, a volte, manca ancora nella loro vita: sostegno, cooperazione, espressione dei propri talenti, possibilità di comunicare la propria verità, affetto, contatto, stima, approvazione, senso di libertà, accettazione.

Epigenetica letteralmente significa “controllo sul patrimonio genetico” e cambia radicalmente la comprensione dei meccanismi di controllo della vita .

La ricerca epigenetica ha dimostrato che i modelli di DNA trasmessi attraverso i geni non sono fissati dalla nascita. I geni non sono il destino. Le influenze dell’ambiente, compreso il nutrimento, lo stress, le emozioni, possono modificare il modello di crescita del DNA .

Il libro affronta, tra gli altri interessanti argomenti, il concepimento consapevole e la gravidanza consapevole, proprio per creare un ambiente che possa nutrire al meglio i figli del futuro, sapendo che non siamo condannati, come si credeva, dai geni.

Nel libro la frase “una scintilla negli occhi dei genitori”, tradotta dall’inglese ma comprensibile benissimo anche in italiano, esprime al meglio quello che dei genitori amorevoli potrebbero provare all’idea di concepire un figlio .

Un intento condiviso da partner nella consapevolezza e nell’amore, può generare bambini più intelligenti, più sani e felici .

Gli studi rivelano purtroppo che molti genitori, nei mesi precedenti al concepimento, agiscono nei confronti del figlio come “ingegneri genetici”; negli stadi finali della maturazione dell’ovulo e dello sperma, un processo denominato imprinting genomico, regola l’attività di specifici gruppi di geni che modelleranno il carattere del bambino che deve ancora essere concepito.

Le ricerche indicano che ciò che accade nella vita dei genitori durante il processo d’imprinting genomico ha una profonda influenza sulla mente e sul corpo del bambino.

Tutto ciò è triste, considerando quanto siano assolutamente impreparati, a questo processo e a questa fase, la maggior parte dei genitori.

Il dottor Thomas Verny , citato nel libro, sostiene che ha una grossa importanza essere concepiti in un ambiente piuttosto che in un altro. I genitori dovrebbero vivere in un ambiente sereno e stabile, in assenza di dipendenze e con il sostegno della famiglia e degli amici.

È interessante notare che le culture native conoscono già da secoli l’importanza dell’ambiente in cui avviene il concepimento, prima del quale i futuri genitori purificano con rituali la loro mente e il loro corpo.

Anche per quanto riguarda il periodo successivo al concepimento e prima della nascita, Lipton citando nuovamente Verny, afferma che il grande peso delle prove scientifiche emerse negli ultimi decenni suggerisce di rivalutare le capacità mentali ed emozionali del feto.

Gli studi scientifici dimostrano che sveglio o addormentato, il feto è continuamente sintonizzato con ogni gesto, pensiero ed emozione della madre.

Quindi è possibile affermare che anche l’esperienza intrauterina modella il cervello e getta le basi della personalità e del temperamento emozionale del futuro nascituro .

Per Lipton, come per i maggiori studiosi dell’argomento, l’essenza di quella che viene chiamata “genitorialità consapevole” passa quindi attraverso la coscienza che sia il padre che la madre sappiano che hanno enormi responsabilità nel favorire o meno la crescita di bambini sani, intelligenti, produttivi e felici.

È importante notare che la scienza ha mantenuto, purtroppo, l’attenzione focalizzata sul concetto di “determinismo genetico”, come già espresso in precedenza.

Tutto ciò ha portato molte generazioni di genitori nell’ignoranza, più o meno colpevole, rispetto a queste tematiche. Lipton ci chiede di abbandonare le vecchie credenze che la comunità scientifica e accademica e i mass media ci hanno inculcato, per muoverci verso una nuova e eccitante prospettiva di salute, benessere e abbondanza offerta da questa nuova scienza che è l’epigenetica; l’autore dimostra, in modo appassionante e scientifico, che ciò in cui crediamo determina ciò che siamo.

Si tratta di una grande rivoluzione della scienza e del pensiero umano che ci libera dalla prigionia del destino.

Ciò che siamo è determinato dall’ambiente, dai nostri pensieri, dalle nostre esperienze e il nostro corpo, come ogni altro aspetto della nostra vita, viene condizionato da questo .

Questo significa anche che ognuno di noi ha le potenzialità per creare una vita piena e soddisfacente.

Nel testo ogni cellula viene paragonata a un essere intelligente, dotata di intenzioni e scopo, in grado di sopravvivere autonomamente, il cui vero cervello è costituito dalla sua membrana.

L’autore ci fa altri e numerosi interessanti esempi, per comprendere meglio questo concetto; anche nel dvd, come già detto, fornisce numerosi aneddoti e spiegazioni, semplici e efficaci, che cattureranno la vostra attenzione .

Ad esempio nel libro per spiegare come funziona la membrana, parla dei suoi esperimenti di cui mostra le foto, usando dei sandwich!

Il capitolo si intitola pane, burro, olive farcite e olive disossate e vi assicuro che non parla di ricette di cucina!

Il fatto di utilizzare dei supporti cosi concreti, ci permette di mantenere la concentrazione, su argomenti che altrimenti non sarebbero di facile comprensione per tutti.

Uno scienziato che cita Rumi , considerato il massimo poeta mistico della letteratura persiana, è senz’altro originale:

“Una vita senza amore non merita di essere vissuta. L’Amore è la sorgente della vita, bevilo con tutto il tuo cuore e tutta l’anima”.

Lipton si pone il dubbio che il lettore pensi che le parole di Rumi siano molto nobili, ma poco adatte a questi tempi difficili in cui le persone vengono spinte alla competizione.

Invece l’uomo non è condannato a una natura innata crudele cosi come non è inchiodato ai geni che ci rendono malati .

Gli scimpanzé, gli animali geneticamente più vicini all’uomo, sono la prova che la violenza non è necessaria e non fa parte della nostra biologia.

Una specie di scimpanzé, i bonobo , vivono in comunità pacifiche in cui la leadership è in mano sia a maschi che a femmine co-dominanti.

La comunità dei bonobo agisce in base a un’etica non violenta. Altri studi dimostrano che persino i babbuini selvatici, che sono tra gli animali più aggressivi del pianeta, non sono geneticamente destinati a essere violenti.

Sembra che le femmine abbiano aiutato i maschi a imparare comportamenti meno aggressivi e più cooperativi, creando una comunità, studiata dagli scienziati, pacifica.

Abbiamo la necessità e l’imperativo evoluzionistico, di fermare la violenza.

Il modo migliore per fermarla è capire che siamo esseri spirituali che hanno bisogno di amore come di cibo.

Non possiamo solo pensarlo, dobbiamo anche fare qualcosa e agire. Dobbiamo frequentare persone con lo stesso orientamento di pensiero, che lavorano per una civiltà migliore attraverso la comprensione che la Sopravvivenza del Più Amorevole è l’unica etica che ci assicurerà una vita sana su un pianeta sano.

Lipton ci sostiene ad usare l’intelligenza delle nostre cellule per spingere l’umanità verso il prossimo gradino della scala evolutiva, dove le persone amorevoli non si limitano a sopravvivere, ma vivono pienamente .

Le notizie scientifiche esposte nel libro, dimostrano che le credenze controllano i comportamenti e l’attività genetica, e di conseguenza la nostra vita.

Inevitabilmente abbiamo tutti acquisito durante l’infanzia, delle credenze limitanti, come i nostri genitori avevano assimilato le loro dai loro genitori.

Abbiamo registrato, quindi, a livello inconscio, pensieri auto-sabotanti che creano delle realtà nella nostra esistenza che non ci piacciono e non ci fanno vivere sereni e soprattutto non ci fanno raggiungere i risultati che tanto desideriamo.

Esistono una varietà di tecniche psicologiche e insieme energetiche, che sfruttano le ricerche più recenti in campo psicosomatico, per accedere velocemente ai programmi dell’inconscio e poterli riscrivere.

Noi nella nostra Scuola di Counseling Esperienziale e Relazionale utilizziamo la respirazione consapevole oltre a numerose altre metodologie energetiche.

Recentemente abbiamo inserito, lo studio e l’utilizzo della tecnica chiamata Psych-K ® . Lipton la indica come tecnica sperimentata da lui e la definisce completa, semplice ed efficace.

Psych-K ® viene messa a punto nel 1988 da Rob Williams e da li in poi viene ulteriormente migliorata.

Lo scopo è quello di cambiare rapidamente le proprie credenze limitanti, agendo inizialmente sulle parti conscie per poi passare a quelle inconsce .

Il processo di Psych-K ® è di facile applicazione e si basa sull’utilizzo della Kinesiologia per arrivare alle “parti” limitanti e con tecniche d’integrazione tra il lato destro e sinistro del cervello per facilitare cambiamenti rapidi e durevoli.

Viene anche integrata una parte spirituale nel processo, per assicurarsi che gli obiettivi dichiarati dalla persona siano sani e appropriati.

Queste difese incorporate permettono al sistema di essere insegnato e applicato da chiunque voglia prendersi la responsabilità della propria vita.

Se sei interessato a conoscere questo strumento puoi contattarci , dato che organizziamo corsi specifici nel nostro centro di Milano.

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Scrivere Zen, Natalie Goldberg, 1987, Astrolabio

Natalie Goldberg è una scrittrice, poetessa e insegnante americana di grande valore, che attraverso questo manuale di scrittura creativa vi farà venire voglia di scrivere, così semplicemente per il gusto di scrivere, senza un motivo particolare se non quello di provare a praticare la scrittura come una meditazione.

Questo manuale è dedicato alla pratica della scrittura, in modi diversi, originali, divertenti, intelligenti, invita il lettore a scrivere, senza pretendere troppo da se stessi, ma per il gusto di farlo e di sperimentare nuovi modi per farlo ; provare con la matita, il pennarello, la biro, la stilografica o il personal computer.

Nel libro si respira poesia e creatività mista a leggerezza e voglia di vivere.

Ve lo consiglio perché trovo sia uno dei manuali sulla scrittura, più leggeri che conosco, anche autoironici e che soprattutto fa venire voglia di sperimentare .

Pur non avendo nessun scopo preciso per cui si invita il lettore a scrivere, il libro contiene delle norme, procedimenti, percorsi, tecniche atte ad aiutare la sperimentazione.

Allo stesso tempo esorta a essere creativi, improvvisare, scrivere su qualsiasi argomento. Vi consiglio questo manuale perché è leggero, divertente e toglie, almeno per chi ce l’ha come me, l’idea della scrittura che ci hanno insegnato a scuola, quando facevamo i temi e cercavamo di scrivere quello che pensavamo gli altri volessero da noi.

Grazie a questo testo si impara invece a essere spontanei, scrivere per se stessi, a smetterla di essere lineari, giudiziosi, con la testa sulle spalle e che bisogna scrivere di qualcosa di intelligente a tutti i costi, castrando cosi la nostra creatività .

Natalie spinge a scrivere di e su tutto, qualsiasi cosa affiori nella nostra mente, che colpisca la nostra immaginazione o la nostra attenzione.

Andando innanzitutto in cartoleria a comprare una penna che scriva veloce perché i pensieri viaggiano in fretta e non tutti hanno la passione di scrivere col computer; una penna che ci piaccia cosi come il quaderno.

Qualcosa che ci faccia sentire bene, non troppo serio ma allegro, che parli di come siamo noi. E allora potremmo lasciar andare il giudizio e scrivere per il gusto di scrivere e magari rileggere dopo tempo quello che abbiamo scritto e stupirci del contenuto.

Nella nostra Scuola di Counseling Esperienziale e Relazionale insegniamo e consigliamo l’uso della scrittura in vari e svariati modi. Questo testo ci aiuta a esplorare parti creative al nostro interno, per questo l’ho subito sentito in sintonia con me; la modalità è la stessa che utilizziamo nel nostro lavoro con il respiro.

La scrittura viene paragonata alla meditazione zen, come noi la paragoniamo all’avventura della respirazione.

Star seduti su un cuscino con le gambe incrociate, la schiena diritta, le mani sulle ginocchia o davanti a sé in un mudra . Si guarda una parete bianca e si controlla il respiro. Qualsiasi cosa si provi, dolore, rabbia, tristezza o gioia, si continua a star seduti, con la schiena diritta, le gambe incrociate, faccia al muro anche se si è stanchi e si vorrebbe scappare via.

Si impara a non farsi trascinare via dalle emozioni, o dalla forza e insistenza dei nostri pensieri.

La disciplina consiste proprio nel continuare a stare seduti qualunque cosa stiamo provando e chiunque abbia provato sa quanto sia difficile e per questo nella nostra Scuola utilizziamo invece la respirazione fatta molto comodamente in posizione sdraiata.

La stessa cosa vale per la scrittura, secondo l’autrice. Quando si comincia a scrivere, entrando in contatto coi nostri pensieri, secondo lei, bisogna essere come dei grandi guerrieri: qualsiasi cosa succeda, qualsiasi emozione ci pervada, la cosa importante è non smettere di scrivere anche se dovessimo sentirci travolti dai sentimenti.

Dobbiamo continuare a usare la penna per entrare nei dettagli della nostra esistenza e penetrarli fino in fondo.

Anche se ti viene da piangere, fallo, ma intanto scrivi!

Bisogna attraversare le emozioni per arrivare alla verità .

La scrittrice sostiene che i pensieri, soprattutto i primi che si scrivono, hanno tanta energia perché hanno un rapporto con la novità e con l’ispirazione.

Ispirazione ha la stessa etimologia di inspirazione che significa “respirare in noi”. Diventiamo più grandi di quel che siamo e il presente si impregna di un’energia incredibile.

Così è con la nostra respirazione: chiediamo alle persone di continuare a respirare nonostante la voglia di smettere, o nonostante qualsiasi distrazione rappresentata da un’emozione o da pensieri, e noi raccomandiamo di insistere e andare verso la verità, nonostante tutto.

Solo allora, raggiunta la libertà, possiamo stare bene e goderci il meritato riposo dopo aver scalato una vetta dentro la nostra immensità.

Mi piace il parallelismo che ho fatto, anni fa, quando ho letto questo libro e la respirazione che io insegno. Trovo questo scritto poetico e vivo, come quando parla degli scrittori che sono continuamente in cerca di sostegno senza accorgersi di averlo già: dovremmo renderci conto che il sostegno ce l’abbiamo già, da sempre.

Abbiamo la terra sotto i piedi, e l’aria che entra ed esce dai nostri polmoni. Quando sentiamo di aver bisogno di sostegno, è da qui che dobbiamo partire.

C’è la luce del sole che entra dalla finestra, e c’è il silenzio del mattino.

Così come quando sostiene di essere aperti ai complimenti a cui nessuno crede mai. Siamo tutti in cerca di sostegno, incoraggiamento e complimenti ma quando li troviamo non ci crediamo mai.

Siamo molto più disposti a credere a qualsiasi tipo di critica che possa assecondare la nostra convinzione di essere degli incapaci.

Quando riceviamo dei complimenti tendiamo a non ascoltare né tantomeno a prenderli in considerazione, ma quando arriva un disappunto, anche se arriva da qualcuno che non stimiamo neppure troppo, ecco che però ci si drizzano le orecchie.

Gli studenti, quando ricevono un complimento, pensano o dicono: “Beh come insegnante deve pur dire qualcosa di positivo, anche se non ci crede” e se arriva da un amico, il pensiero è lo stesso più o meno: “mi vuole bene, non è lucido nel giudizio”.

E così continuiamo a nutrirci di disapprovazione e scartare a priori ogni tipo di nutrimento sano e appagante che non facciamo entrare in noi.

Vi consiglio questo libro anche se non avete nessuna intenzione di scrivere!

Leggerlo è un’esperienza arricchente e toccante, almeno per me è stato cosi. Si tratta di tanti piccoli capitoletti uno più godibile dell’altro.

Parla, in modo acuto e ironico della vita di tutti noi e delle esperienze di tutti; ad esempio nel capitolo intitolato “parlare è il miglior esercizio preliminare”, consiglia di trovarsi con un amico e raccontargli delle storie; chiacchierare è bello, non bisogna vergognarsene.

Possiamo comprendere cosa interessa gli altri e cosa li annoia. Un giorno ero a Madrid a trovare mia sorella Annalisa e, come al solito, chiacchieravamo e non stavamo zitte un attimo, in realtà soprattutto lei, che ha una capacità incredibile di raccontare storie, o meglio qualunque cosa raccontata da lei, diventa una piacevole storia.

Le ho subito regalato questo manuale di cui sto parlando anche a voi; sono d’accordo che parlare sia un buonissimo esercizio di preparazione.

Nel capitolo “usare la solitudine” Natalie parla di quando si è separata dal marito e il suo maestro buddista Katagiri Roshi , a una sua domanda sulla solitudine le risponde: “Alla solitudine non ci si abitua. Io faccio una doccia fredda tutte le mattine, e ogni mattina a entrarci mi prende un colpo, ma resisto. La solitudine continua sempre a far male, ma bisogna imparare a sopportarla coraggiosamente e a non lasciarsi andare.”

E grazie al dialogo che leggerete sul libro, l’autrice racconta di come ha smesso di combattere la solitudine: “assaporiamo l’amarezza dell’isolamento: è cosi che potremo provare un sentimento di solidarietà e compassione per tutti coloro che vivono nella solitudine. Quindi scrivendo, cerchiamo una via d’uscita pensando a qualcuno e cercando di descrivergli la nostra esistenza.

Usiamola la solitudine. È una sofferenza che porta con sé l’urgente bisogno di tornare in contatto col mondo. Prendiamo quella sofferenza e usiamola per spingerci ancora più a fondo nel nostro bisogno di esprimerci: di parlare, di dire chi siamo e quanto amiamo la luce, le stanze e le ninnenanne.”

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La prima ferita, Willi Maurer, 2008, Terra Nuova Edizioni

Dopo il successo che questo testo ha avuto in Germania e Francia, nel 2008 è arrivato anche in Italia. L’autore, che ho avuto il piacere di invitare per una conferenza, nel 2011 nel mio centro di Milano, inizia questo testo chiedendo al lettore di immaginare di essere a bordo di una nave simile al Titanic; il più grande capolavoro della tecnica di tutti i tempi sta per battere il record della traversata atlantica più veloce, mentre l’alta società con grande lusso e comfort approfitta del ricco programma culturale.

Tuttavia il passeggero si sente inquieto dato che ha sentito parlare di un iceberg; malgrado ciò il capitano non ha nessuna intenzione di diminuire la velocità della nave. Questa è la metafora che Maurer usa per parlare del buco dell’ozono e altri fenomeni che stanno pericolosamente minacciando la nostra esistenza, lasciando però impassibili i grandi “capitani” dell’economia e i politici

E si chiede come mai cosi tante persone scelgono tali capitani come capi di governo. E in questo testo Maurer azzarda delle ipotesi sulle cause di questi comportamenti umani, apparentemente incomprensibili.

Ad esempio parla della separazione dalla madre del nascituro, che da generazioni, è diventata una consuetudine e che ha un ruolo fondamentale sulla formazione degli esseri umani, creando la prima ferita, come la definisce l’autore, che è l’origine di una scissione interiore che ci porteremo dentro per sempre, fino a che non lavoreremo adeguatamente su di essa.

Se la relazione con la madre, che è la prima relazione dell’essere umano, viene disturbata o peggio distrutta, nel periodo subito dopo la nascita o nel primo anno di vita, le conseguenze possono essere gravi .

Le conseguenze, di questa profonda scissione interiore, possono essere comportamenti distruttivi e auto-distruttivi, dato che, se la situazione e i sentimenti provati sono troppo dolorosi, vengono rimossi, e continuano a manifestarsi in modo indiretto.

Da adulti per fronteggiare questi temi, così pregnanti e fondamentali, è necessaria una presa di coscienza importante che permetta di accogliere amorevolmente il bambino interiore ferito.

Per l’approfondimento di questo argomento rimandiamo anche al nostro articolo sui traumi della nascita ; voglio qui sottolineare che il contatto con la madre, subito dopo la nascita e per tutto il periodo successivo, crea nel bambino le condizioni che gli faranno sentire che la vita è degna di essere vissuta.

Secondo Maurer sarà soltanto grazie a un cambiamento radicale delle condizioni in cui si trovano madre e bambino, durante tutto il periodo primale , che si potrà individuare una via d’uscita da una situazione mondiale di schizofrenia, in cui la vita in quanto esseri umani psicologicamente sani è minacciata.

È risaputo che gli oranghi portano in braccio i loro piccoli per due anni. Quando una madre viene abbattuta dai cacciatori di frodo, il piccolo sopravvive soltanto se viene portato in braccio da qualcuno giorno e notte, fino all’età di un anno e mezzo.

In un progetto di ripopolamento nel sud-est asiatico questo metodo è stato praticato con successo. Ciò dovrebbe far riflettere. Anche l’essere umano viene al mondo con dei bisogni vitali che vanno appagati e che sono: il contatto sensoriale integro con il corpo della madre, che offre calore e sicurezza – essere stretti al petto – essere portati, infatti aggrapparsi è un riflesso naturale per i bambini – succhiare il seno della madre – soddisfare la fame e la sete e il riflesso di suzione – essere riconosciuto e considerato come un essere umano unico, degno d’amore – essere guardato con amore e attenzione dalla madre e dal padre .

Il neonato impara a conoscere il mondo attraverso la comprensione, il contatto e il riconoscimento da parte della madre. Questa esperienza è decisiva per la successiva comprensione intellettuale che viene cosi collegata a esperienze concrete.

La soddisfazione di questi bisogni è per il neonato una questione di sopravvivenza e investe tutte le sue energie per comunicare a viva voce i suoi bisogni.

Questo porta molti genitori all’esasperazione, a causa della stanchezza o della difficoltà di comprendere i segnali che il bambino esprime. Però se i genitori reagiscono con indifferenza o peggio, alle richieste del bambino, questi vivrà un’esperienza gli segnerà la vita: imparerà infatti che i propri bisogni, anche se urgenti e importanti, non verranno ascoltati .

Per rendere la situazione sopportabile, imparerà ad accontentarsi quindi di un surrogato, una seconda scelta, come la chiama l’autore.

Nella sua infelicità il bambino svilupperà probabilmente una malattia, oppure sarà incline ad avere incidenti. Solo cosi potrà ricevere accudimento e attenzione da parte della madre.

Incominciano cosi i bisogni compensatori, in età adolescenziale e adulta si trasformeranno in dipendenza da dolciumi o da fumo o da relazioni dolorose, o da qualsiasi altra situazione che impedisca di sentire quel vuoto doloroso.

Cercando per tutta la vita di compensare la mancanza provata. La sensazione originaria di disorientamento, isolamento, impotenza, restano per lungo tempo sepolte dentro, finché un giorno, forse, se ne diventa coscienti e quindi si riesce a esprimerla.

E quindi rivivendo i sentimenti, dolorosi si, ma che non mettono più a repentaglio la vita, può finalmente mettersi in moto il processo di guarigione.

Questo processo di guarigione, rispetto ai temi del periodo primale e delle dipendenze, vengono affrontati in due dei seminari organizzati dalla Scuola di Counseling Esperienziale e Relazionale : “Rinascita in acqua calda” e Dalla dipendenza all’amore.

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