Scrittura creativa e di scoperta

Scrittura creativa e di scoperta

scrittura creativa

Perchè un articolo sulla scrittura creativa?

scrittura creativaProva a immaginare di dedicarti pochi minuti al giorno, per chiarirti gli obiettivi o lasciar andare l’emozione del momento, o capire se ti conviene prendere una decisione piuttosto che un’altra.

Prova a fare questo utilizzando un nuovo strumento: la scrittura creativa. In realtà non c’è nulla di nuovo nello scrivere; la novità è farlo con uno scopo che riguarda solo te stesso e scoprire, dopo averlo fatto, che hai trovato qualcosa di nuovo, di inaspettato o, meglio ancora, di piacevole.

Pensi di non essere all’altezza? Lascia andare ogni timore e prova a sperimentare: dentro di te esistono infinite risorse, hai solo bisogno di far spazio a tutto il tuo mondo interiore che normalmente è sepolto e non riconosciuto, e questa tecnica di scrittura ti aiuterà a farlo.

Argomenti trattati

Perché scrivere?

Il lavoro con la scrittura creativa è davvero affascinante e in poco tempo dona degli importanti risultati. Non hai bisogno di essere uno scrittore per farlo; sono esercizi per tutti, non hai bisogno di scrivere bene, non è questo lo scopo del lavoro che ti proponiamo.

Ciononostante potresti stupirti di quanto ti piacerà e anche scoprire che hai del talento. Funziona sempre; a volte si fanno delle pause anche di mesi ma una volta che hai sperimentato il metodo, sai che ci puoi tornare quando lo desideri.

La mente corre a una velocità davvero impressionante: mettendoti a scrivere il flusso incessante dei tuoi pensieri comincerà a rallentare. Poter scaricare sulla carta, buona parte dei tuoi pensieri è un grande aiuto.

La vita, grazie alla scrittura utilizzata per liberarsi o per comprendere meglio, diventa più soddisfacente e più gioiosa. La sensazione è di piacevole leggerezza.

E’ un metodo che puoi utilizzare quando e come vuoi e ti permette, una volta allenato, di entrare velocemente in contatto con la tua essenza.

Non preoccuparti se all’inizio scriverai cose apparentemente banali o inutili: col tempo e con un po’ d’impegno diventerà tutto più facile e divertente. E’ un viaggio che vale la pena di cominciare.

Un esempio personale di utilizzo della scrittura creativa

Per anni ho scritto regolarmente e ho avuto delle consapevolezze davvero importanti. Sicuramente quando sono riuscita a tenere a bada la mia parte giudicante e mi sono lasciata andare al libero fluire dei pensieri, ho potuto contattare parti importanti di me.

A esempio, una volta che mi sono svegliata un po’ malinconica, senza apparente motivo e, anche se contro voglia, mi sono messa a scrivere. Dopo le solite lamentele, il pessimismo e concentrarmi su tutto quello che non va, mi sono messa a scrivere di cose antiche che nemmeno ricordavo, ho provato nostalgia di mia nonna: non ci pensavo da anni e non sapevo nemmeno che mi mancasse cosi tanto!

Eppure mi mancava tutto di lei e questa scoperta mi ha fatto stare bene, mi ha messo in contatto con un sentimento che tenevo represso, il suo ricordo mi ha nutrito, l’ho sentita vicina, parte di me e della mia vita. Mi sono sentita ricca e fortunata ad avere avuto lei come nonna.

Quello che vorrei riuscire a trasmettere è il concetto di quanto il contatto con parti di sé dimenticate possa essere importante per  rinnovare ogni giorno la propria vita. Un’altra volta, sempre scrivendo, mi sono resa conto che mio padre era figlio di un alcolista esattamente come mio marito.

Ho sempre cercato di trovare dei collegamenti tra mio papà e l’uomo che ho sposato: apparentemente due persone molto diverse tra loro, entrambi però con gli stessi problemi derivanti da un padre col vizio del gioco e del bere.

Era un aspetto così chiaro e lampante e, normalmente, sono anche piuttosto brava a fare questi tipi di collegamenti. Eppure quella verità per me così importante, era lì davanti a me e io non me ne sono accorta finché non ho utilizzato la scrittura creativa.

Certi atteggiamenti di mio padre e di mio marito, mi sono risultati chiari alla luce di questa nuova consapevolezza. Il nostro inconscio attira sempre quello di cui ha bisogno e che conosce meglio per comprendere quell’esperienza, con la consapevolezza dell’adulto e non del bambino, con l’intento di portarla a completamento.

La comprensione che mi sono innamorata, e poi ho sposato, un uomo che ha avuto le dinamiche di relazione col padre identiche a quelle che io ho avuto col mio, mi ha riportato a una maggiore responsabilità e consapevolezza; questo mi ha aiutata a sentirmi più amorevole nei loro confronti.

Qualcuno dopo aver provato questo esercizio per un po’ di tempo, mi ha detto che ha risparmiato anni di psicanalisi, che si è compreso come mai gli era capitato prima.

Ciò nonostante é molto comune non avere voglia di iniziare a scrivere: nelle mie classi di studenti, capita che alcuni riescano a scrivere abbastanza regolarmente quando hanno qualche problema da risolvere o stanno vivendo un momento di difficoltà o di dolore impegnativo da gestire.

Spesso allora i consigli del tipo “prova a usare la scrittura” vengono recepiti dato che il bisogno di capire o di soffrire meno in quel momento è impellente. Purtroppo, nella maggior parte dei casi, quando si abbandona la soglia d’urgenza, il contatto con la scrittura diminuisce

I vari metodi

Di seguito elenchiamo, alcuni metodi di scrittura ampiamente insegnati e sperimentati nella nostra Scuola di Counseling Esperienziale e Relazionale. Sperimentandoli potrete trovare quello che vi è più affine. Il nostro consiglio è di provarli tutti, utilizzandoli in base alle vostre necessità.

A tempo:

Per iniziare stabilisci un tempo da dedicare alla scrittura e usa una sveglia con suoneria per farlo. Puoi decidere di iniziare con cinque minuti e poi aumentare, oppure di iniziare già con un tempo maggiore.

La decisione è tua e puoi variare la modalità a tuo piacimento. Ricordati che con gli esercizi di scrittura la creatività e la libertà sono totali. Quindi, quando hai deciso la durata del tuo esercizio, prendi una bella penna con cui scrivere facilmente (ti suggerisco di usarne una che ti piace proprio, non una a caso) e un bel quaderno grande.

Le regole per questo tipo di scrittura sono:

  • Non pensare ma scrivi tutto quello che ti passa per la mente.
  • Tieni sempre la mano in movimento: significa non rileggere la frase appena scritta, significa anche scrivere: “non so cosa scrivere”, oppure “che noia questa scrittura”. La cosa importante è continuare a scrivere finché la sveglia suona.
  • Lasciati stupire da quello che esce dalla tua mente e dal tuo cuore: provare per credere.
  • Non cancellare nulla: anche se ti capita di pensare di aver scritto qualcosa di sbagliato o di cui ti sei pentita/o, lascia lo scritto sul foglio.
  • Non preoccuparti della punteggiatura, dell’ortografia o della grammatica e nemmeno dei margini dei fogli; evita di ritornare su quello che hai scritto per fare correzioni.
  • Se c’è qualcosa che ti turba o ti fa paura, invece di far finta di nulla e scrivere d’altro, vai direttamente dentro l’argomento. Scrivi come ti senti, quali sono le paure, i cambiamenti d’umore mentre scrivi ecc.ecc. Sarà interessante vedere cosa c’è sotto.
  • Lascia andare il controllo della tua mente e del tuo giudice interiore.
  • Diventa benevola/o verso te stessa/o e quello che scrivi.
Le pagine del mattino o di qualunque momento della giornata

Questa tecnica consiste nello scrivere, appena svegli, su tre pagine di fogli di un quaderno grande, tutto quello che viene in mente. Si tratta di scrivere di getto, anche qui come l’esercizio a tempo senza fermarsi, senza ragionare, senza giudicare.

L’ideale è farlo tutti i giorni e se non ci riesci appena sveglio, prova anche in altri momenti della giornata. Cerca comunque di iniziare prima possibile: la mattina presto è il momento migliore per “attingere” nella parte inconscia della mente e per operare delle scoperte significative.

Possono essere delle pagine di sfogo, molto spesso sono delle lamentele, soprattutto se sei giù di morale. Di solito, se sei arrabbiato con qualcuno o qualcosa, puoi esprimere quella rabbia sul foglio.

Nella maggior parte dei casi si tratta d‘immondizia che non sapevi nemmeno di avere dentro e quello che succede, se riesci a scrivere tutto quello che ti viene in mente, a ruota libera, il tuo umore migliorerà sensibilmente.

Le tue pagine del mattino non verranno lette da nessuno, sarà come una specie di diario segreto. A volte capiterà che ti venga voglia di rileggerle: ti consiglio di farlo dopo un po’ di tempo e non subito.

Quando io rileggo qualcosa di molto vecchio che trovo in una delle pagine delle pile di quaderni che ho utilizzato, sono molto colpita dalle cose che leggo: a fatica ricordo di essere stata io a scriverle.

Non si può sbagliare a scrivere le pagine del mattino: tutto serve e può funzionare, anche perché non c’è un obiettivo preciso. Magari dopo qualche giorno di lamentele, vittimismo, divagazioni e quant’altro, può saltar fuori qualche idea interessante, ad esempio scoprire quello che vuoi veramente nella tua vita oppure prendere decisioni importanti che prima non riuscivi a prendere.

Scrivere per capire un’emozione

A volte capita di provare delle emozioni e di non capire esattamente il motivo da cui esse hanno origine; è normale che la conseguenza sia un disagio che spesso ti condiziona per tutta la giornata.

Puoi allora scrivere all’inizio della pagina, come titolo, l’emozione che stai provando e poi, sempre con lo stesso metodo spiegato in precedenza, scrivi a ruota libera, senza giudizio né censura, fino a che ti accorgi che hai capito o quantomeno cambiato emozione.

Un buon segnale per capire che l’esercizio sta funzionando arriverà dal tuo corpo, spesso da una sensazione di maggiore leggerezza. È importante accettare che questo processo non passi sempre e solo dalla comprensione mentale: molti cambiamenti avvengono al di là delle nostre aspettative.

Durante la nostra Scuola di Counseling Esperienziale e Relazionale, abbiamo vari momenti di scrittura e un week end completamente dedicato all’approfondimento del tema; le scoperte che le persone fanno sono davvero incredibili.

Si può scrivere sulla nostra paura di rimanere soli, o sul timore della malattia o su qualsiasi altro disagio. Ci siamo resi conto, negli ultimi anni, di quanto siano aumentate le paure in generale e di come questo possa paralizzare la creatività e impedire il benessere delle persone.

Scrivere aiuta a riportare l’attenzione su di sé e al proprio potere personale. Quando facciamo questo, le alternative e le soluzioni possibili si aprono davanti ai nostri occhi.

Scrittura di scoperta a tema

Possiamo fare questo esercizio quando abbiamo un tema specifico che vogliamo approfondire: é simile all’esercizio riguardante le emozioni e gli stati d’animo però partiamo da un argomento conosciamo e che abbiamo bisogno di chiarirci, qualcosa che vogliamo approfondire; facendolo migliorerà la comprensione di come stiamo a riguardo.

Anche in questo caso scriveremo a ruota libera, senza giudizio o aspettativa, fino a che ci verranno delle idee su come sviluppare un tale progetto o capiremo i motivi dei nostri blocchi e via dicendo. Alcuni dei temi più “gettonati” in questo tipo di esercizio riguardano problemi di denaro o di relazione.

Esercizio dei vantaggi e svantaggi

Immaginiamo di trovarci di fronte a una decisione e di non sapere cosa fare. Abbiamo, ad esempio, una proposta di lavoro e non sappiamo se accettarla: vogliamo lasciare il lavoro che abbiamo e dove, tutto sommato, non ci troviamo nemmeno cosi male, oppure rischiare e lanciarci in un nuovo lavoro?

Rimuginiamo su cosa sia meglio fare, valutiamo i pro e i contro e arriviamo persino a non dormire la notte. L’esercizio che vi propongo è quello di mettere per iscritto, dividendo in due colonne una pagina di un quaderno grande, nella prima tutti i vantaggi a lasciare il posto di lavoro vecchio, cercando di essere pignoli e pedanti, scrivendo tutto ma proprio tutto.

E poi nell’altra colonna, tutti gli svantaggi a lasciarlo; anche qui andate in profondità e scrivete tutto quello che vi viene in mente, anche le cose in apparenza più insignificanti.

Terminati questi elenchi sul vecchio lavoro, passate poi ai vantaggi e agli svantaggi ad accettare il nuovo lavoro, mantenendo sempre la modalità del foglio diviso in due colonne.

Terminato questo lavoro, prendetevi il tempo per sentire come state. Molto probabilmente vi sentirete più calmi, finalmente dopo giorni e giorni di agitazione. Mettere i pensieri e i sentimenti sulla carta aiuta sempre molto.

Per la decisione aspettate ancora qualche giorno, se possibile. Andate a ricontrollare quello che avete scritto e magari vi viene da aggiungere qualcosa che vi era sfuggito. E poi, la decisione!

Meglio se viene presa con la pancia e col cuore: è la decisione migliore. Avendo fatto un potente lavoro di contatto con tutti i vostri pensieri, non sarà una decisione azzardata ma sarà sostenuta da altre parti di voi che sicuramente prima non avevate considerato.

Magari siete entrati in contatto con la paura del nuovo, di dover ricominciare in un posto nuovo con persone nuove, e il fatto di averla potuta scrivere e averla ora chiara, già di per sé ridimensiona questa sensazione.

Lettere di completamento

Qualche tempo fa, venne da me in seduta una ragazza di nome Gloria, una donna intelligente, sensibile e di bell’aspetto. Non aveva una relazione sentimentale; sembrava esserci poco spazio per gli uomini nella sua vita, dato che la relazione conflittuale con la madre le assorbiva moltissime energie.

Il fatto di non riuscire ad andare d’accordo con la madre, da quando era piccola, le creava tristezza e anche rabbia. Non riuscivano ad accettarsi, entrambe con un carattere molto forte e risoluto.

La madre era molto critica nei suoi confronti; questo faceva sentire Gloria insoddisfatta, sentiva di avere poca stima di sé nonostante i buoni risultati professionali ottenuti e la sua capacità di avere buone amicizie.

Tutta la sua attenzione era focalizzata sul fatto di non avere una relazione e dagli attacchi di ira che le provocava la madre ogni volta che si incontravano. Nonostante un atteggiamento apparentemente forte davanti alla madre, Gloria soffriva molto il fatto di non riuscire a risolvere il problema con lei.

La toccava molto profondamente e la faceva sentire priva di valore, non  amata e non accettata. Abbiamo lavorato molto su questo argomento e abbiamo fatto grandi progressi soprattutto nella consapevolezza che Gloria aveva della dinamica che si instaurava con la madre.

Quando andava a trovarla diventava immediatamente rigida, sul chi va là, pronta a difendersi, non si fidava di quello che poteva accadere. I soliti litigi: i pretesti erano di poca importanza, bastava davvero poco perché entrambe le donne andavano su tutte le furie e si scatenava l’inferno.

Durante la terapia ho proposto a Gloria di utilizzare uno strumento validissimo, che ha lo scopo di chiarire le relazioni e tiene alta la motivazione tra una seduta e l’altra: le lettere di risoluzione o anche dette di completamento.

Lettera di rabbia

La prima lettera è quella di rabbia: qui si può lasciar andare tutta la rabbia che si prova verso la persona in questione, esagerando e sfogandosi. Questa lettera, non va assolutamente fatta leggere alla persona a cui è indirizzata la rabbia.

Per Gloria è stato abbastanza facile il compito di scrivere questa lettera, tanto era arrabbiata con lei. Ci sono invece altre persone che fanno fatica a scrivere questo tipo di lettera: essi negano infatti la possibilità di provare un’emozione cosi scomoda e poco accettata socialmente.

Nel caso di Gloria invece è stato necessario ripetere più volte questo esercizio di scrittura, tanta era la rabbia accumulata. Scrivendo queste lettere Gloria da alla madre, esagerando, tutte le colpe della sua infelicità: una parte di lei sa che non è l’unica verità, ma la richiesta nel fare questo esercizio è proprio quella di dare voce solo all’altra parte che ci crede.

Dopo qualche seduta e qualche lettera di rabbia, ho suggerito a Gloria di passare alla seconda lettera; anche questo tipo di lettera, come la prima, si può ripetere quante volte si desidera.

Lettera di responsabilità

La seconda lettera consiste nel dare tutte le colpe a sé stessi degli avvenimenti accaduti, sempre rispetto alla persona in questione. Anche questa è una lettera “falsa”, ma una parte di noi, una parte bambina, crede che sia la verità.

Crede che è colpa nostra se l’altro non ci ama, che non siamo degni e meritevoli. Lasciamo andare tutti i pensieri limitanti che riguardano il fatto che noi siamo sbagliati e per questo capiamo il comportamento dell’altro, che vista da questa parte non ci sembra più cosi assurdo.

Quindi ricapitolando, nella prima lettera le colpe sono tutte addossate all’altra persona, nella seconda ce le prendiamo tutte su di noi.

Naturalmente è solo una parte di verità, ma parti di noi la credono vera e questo produce determinati comportamenti sempre uguali che, guarda caso, produrranno sempre gli stessi risultati e atteggiamenti da parte nostra e dell’altra persona.

Questa parte è stata più difficile con Gloria in quanto era una persona corazzata, decisa e determinata a mantenere la posizione della vittima davanti a una madre che, secondo lei, sbagliava tutto nei suoi confronti.

Poi a un certo punto della terapia, sono riuscita a far contattare a Gloria  la sua sensibilità, il suo senso di colpa per non essersi sentita amata. E’ una parte sensibile, bambina che non ha niente a che fare con gli adulti che siamo. E’ una parte che, anche se abbiamo un corpo grande, abita ancora dentro ognuno di noi. E’ una parte che, una volta sanate le ferite, può essere molto creativa e molto utile nella nostra vita.

Forse vi può sembrare strano che io sia stata contenta di far contattare finalmente il senso di colpa a Gloria; in realtà è stata una parte determinante del nostro lavoro, senza sentire quella colpa, che è totalmente ingiustificata perché nasce quando noi siamo dei bambini e ci sentiamo colpevoli anche per colpe che non abbiamo, contattandola, dicevo, è il solo modo per potercene liberare e passare, infine, alla terza lettera.

Lettera d’Amore

Questa è una lettera che si può, se si vuole, leggere al proprio terapeuta e vi assicuro che è davvero un grande traguardo: infatti questa lettera parla dell’amore incondizionato, parla di qui e ora, parla dell’amore, in questo caso, di una figlia verso un genitore.

E’ stato commovente quando Gloria, impensabile poco tempo prima, mi ha letto la sua lettera d’amore alla mamma! Ha superato la rabbia, ha compreso la posizione della mamma e il suo vissuto; ha capito che alcuni suoi comportamenti quando andava a trovarla derivavano dal sentirsi in colpa nei suoi confronti per non essere la figlia che lei si aspettava (avrebbe voluto un maschio).

È stato davvero un risultato importante per Gloria riuscire a esprimere per iscritto il suo amore e la sua gratitudine verso la madre. Non c’era più rimprovero, giudizio e nemmeno lamentele e vittimismo. C’era solo puro amore e responsabilità.

Tutto questo ha fatto si che il rapporto tra le due cambiasse radicalmente. Gloria da quel momento ha completamente cambiato il suo modo di rapportarsi alla madre: era rilassata e ha imparato a prendersi cura dei suoi bisogni e quindi a non rimproverare la mamma di non farlo.

Ha iniziato a rapportarsi a lei come un’adulta sana invece che una bambina bisognosa in cerca di quello che non aveva potuto ricevere da piccola. Ora era una donna di trentacinque anni consapevole del suo valore e in contatto con la sua femminilità grazie al fatto di aver fatto pace con la propria madre.

Le affermazioni.

Il lavoro sulle affermazioni si rivolge soprattutto a quelle situazioni che, se pur conosciute, hanno bisogno di essere chiarite meglio o rafforzate. È buona cosa scriverle al tempo presente, col proprio nome e senza inserire concetti negativi o dubitativi.

Se per esempio non sono soddisfatta del mio lavoro e voglio migliorarlo, posso lavorare sull’affermazione “ Io Daniela merito un lavoro appagante ”. Sempre sul mio quaderno grande, dividerò anche in questo caso il foglio in due colonne: in quella di sinistra scriverò l’affermazione e in quella di destra, possibilmente di getto e senza pensarci troppo, il primo pensiero che mi viene alla mente rispetto all’affermazione.

Di solito, all’inizio, questi pensieri sono negativi, e il primo pensiero potrebbe essere: “ ma figurati con la crisi che c’è! ”. La colonna di destra, come nel Rebirthing da cui è nato questo esercizio, viene chiamata “colonna risposta”.

Si prosegue ad alternare l’affermazione e la sua colonna risposta per ventuno volte al giorno, ripetendo questa fase per più giorni. Interessante come spesso si passa dalle prime risposte negative ad altre che pian piano incominciano a risultare positive.

Questo passaggio della mente attraverso le risposte all’affermazione è fondamentale per aumentare il livello energetico, fisico e mentale, di trasformazione che produce il raggiungimento dell’obiettivo.

Molti blocchi che ci diamo, dipendono infatti da limiti che non ci accorgiamo di avere e che, troppo spesso, creano ristagno e frustrazione: un’indagine onesta dei nostri limiti e delle nostre paure ci mette nella condizione di operare un salto verso le nostre risorse.

Il perdono

Il perdono è un processo, non avviene tutto in una volta. E’ un percorso di consapevolezza che inizia con la nostra volontà di perdonare. Nel nostro modo di proporlo significa donare la libertà a noi stessi e agli altri di ricominciare.

Se siamo arrabbiati e proviamo risentimento dopo anni da un evento, magari riguardante una persona che non frequentiamo più, significa che siamo incatenati a quell’evento e a quella persona che non siamo ancora liberi di proseguire per la nostra strada.

Perdonare significa intraprendere una strada di responsabilità, a volte per niente comoda ma che dona la vera libertà. Uno dei motivi per cui le persone fanno fatica ad avvicinarsi a questa pratica è che non sanno bene che cosa sia. Per evitare equivoci ci saranno utili i due elenchi di seguito:

Il perdono non è
  • Giustificare i comportamenti di chi ci ha ferito
  • Evitare di chiedere spiegazione di comportamenti e azioni che non comprendiamo
  • Continuare a subire comportamenti che non ci piacciono
  • Fare finta di niente e che non proviamo dolore o rabbia per l’accaduto
  • Riconciliarsi per forza con qualcuno che non vogliamo frequentare
  • Dimenticare, può darsi che succeda ma non è obbligatorio
  • Essere deboli, vittime, subire
  • Accettare di subire gli stessi torti
Il perdono è
  • Una predisposizione mentale, che determina se il torto subito continuerà a farci del male oppure se possiamo iniziare il processo di risanamento.
  • Un processo, spesso lungo e difficile
  • La capacità di lasciare il passato alle nostre spalle, per poterci godere il presente.
  • Una forma di risanamento, è un lasciar fluire l’amore per proseguire la nostra vita.
  • Smettere di voler aver ragione a tutti i costi e di volerla far pagare a qualcuno.
  • Vedere la nostra responsabilità nell’essere ancora incastrati nel risentimento.
  • Un segno di forza. Non perdonare rende deboli mentre essere in grado di farlo rende forti, aumenta l’autostima e ci fa sentire coraggiosi.
Come si pratica il perdono

Quando un cliente è pronto a perdonare, si procede in questo modo: come prima cosa faccio fare un elenco di tutti i torti che la persona sente di aver subito oppure, nel caso si voglia perdonare sé stessi, faccio fare un elenco di tutte le colpe che si ritiene di avere.

Poi faccio iniziare la pratica del perdono che consiste nello scrivere settanta volte al giorno per sette giorni consecutivi: “Io (il suo nome) perdono completamente mia madre”. (o padre o qualunque persona o situazione si voglia perdonare) , oppure, “ Io (il nome) mi perdono completamente ”.

E’ un esercizio molto potente, vi consiglio di sperimentarlo e di perdonare le persone più importanti della vostra vita con le quali il vostro rapporto migliorerà. Potete perdonare anche il denaro, la Chiesa, la scuola o un’insegnante, il vostro capo, la vostra nascita, insomma tutto quello con cui sentite che non avete risolto.

Questo esercizio fu inventato da Sondra Ray, una pioniera del rebirthing, quando il suo editore le chiese di scrivere un libro sulle diete. Sondra era magrissima e non era certo esperta di diete per perdere peso. Comunque la sua riflessione fu che la miglior dieta è quella del perdono.

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

ISCRIVITI AGLI RSS