Una coppia che sceglie di ascoltarsi

Una coppia che sceglie di ascoltarsi

Sara e Davide hanno partecipato a un mio corso residenziale, durante il quale hanno avuto un conflitto. Come altre volte lui si è chiuso con lei, togliendo ogni comunicazione verbale ed energetica.

Abbiamo potuto così assistere in diretta quanto e come un “movimento interrotto” passato rechi danni ad una relazione. Lei soffriva dell’abbandono emotivo da parte di lui e ogni suo tentativo di incontro rimbalzava come contro un muro di gomma. Sara si è sentita così disperata che ha chiesto il mio aiuto: voleva addirittura cambiare stanza per prendere anche lei la giusta distanza dalla situazione così scomoda per entrambi.

Invece di scappare dalla situazione, come era solita fare, Sara ha deciso di provare, grazie al nostro aiuto, a rimanere e sentire i sentimenti che si muovevano dentro di lei; soprattutto le antiche ferite di abbandono e rifiuto, già provate con la mamma fin dalla sua tenerissima età. La mamma, infatti, era ancora troppo occupata dai conflitti presenti nella sua famiglia di origine, diatribe mai risolte tra la nonna (che veniva chiamata il generale della famiglia) il papà e la mamma e in cui lei si trovava invischiata, senza riuscire a ritrarsi e senza comprendere che la bambina avrebbe meritato l’assoluta priorità.

La famiglia che formiamo da adulti energeticamente deve avere più importanza della famiglia di origine. E naturalmente una bambina piccola ha il diritto sacrosanto di avere la mamma tutta per lei, possibilmente serena e disponibile all’accudimento. Sara era quindi abituata malauguratamente a sentirsi sola e così a staccare emotivamente per non sentire quel dolore così intenso. Questa volta grazie al potere del lavoro del corso, è riuscita invece a rimanere, a prendersi cura delle ferite provocate dal movimento di chiusura del partner.

Ecco il movimento a cui mi riferivo precedentemente: vado verso l’amore e l’altro si ritira, quando poi è l’altro a venire verso di me ecco che la parte offesa ha il sopravvento e sono io che vado in chiusura. Questa danza succede molto spesso nelle relazioni e richiede un grande dispendio di energie che potrebbero essere invece utilizzare per il piacere, per creare benessere e vivere lo scopo più alto della relazione. Alla sera, quando si sono coricati, per la prima volta Sara è riuscita ad accorgersi che normalmente tutta la sua attenzione si focalizzava su di lui, su come stava lui, cosa faceva lui, se faceva un passo verso di lei oppure no.

Mentre questa volta è riuscita a focalizzare l’attenzione su di sé e verso i propri bisogni, ascoltando le proprie ferite. Ha potuto notare quanto sia facile perdere la connessione con se stessi, aspettando l’attenzione dell’altro. Ha potuto notare e percepire come la sua bambina interiore andasse nel panico, esattamente come quando la mamma si ritirava energeticamente da lei. Ha potuto quindi notare che cercava inconsciamente in Davide quel genitore accudente che non aveva mai avuto. E, come le ho sottolineato durante il corso, ha potuto comprendere l’errore nel farlo, dato che si da così a un partner un peso considerevole. Infatti anche l’altro ha le sue ferite da accudire e, soprattutto, la relazione non può funzionare se si chiede a uno dei due partner di diventare genitore.

La relazione ne risente immediatamente, dato che pretende la parità dei ruoli, del dare e ricevere, per poter stare in equilibrio. Un’altra cosa di cui Sara si è resa consapevole è che Davide era ancora lì fisicamente anche se in chiusura e che anche lui, grazie al corso, stava lavorando su di sé mettendosi in gioco e con la voglia di cambiare per migliorare la qualità della loro relazione.

Cosa è successo allora al suo panico e al senso di abbandono? Una volta presa coscienza di questi stati d’animo e stando con se stessa, sostenendosi, pian piano qualcosa è cambiato. Il solito e consueto panico ha lasciato il posto ad una dolcezza nei suoi confronti. È stato nuovo per lei ed è stato un allenamento importante poterlo fare all’interno di un corso di crescita personale, dove si ha poi lo spazio per condividere in un ambiente sicuro e, soprattutto, lavorarci sopra. In quei giorni di corso stavo proponendo un lavoro con le costellazioni familiari e con la guarigione delle ferite del bambino interiore.

Quindi Sara e Davide hanno potuto beneficiare di tutto questo e comprendere pienamente da dove arrivavano i problemi della coppia. Prendere consapevolezza porta luce e libertà dagli schemi del passato. Proprio come se avessimo un figlio molto piccolo di cui prenderci cura, ecco che abbiamo la nostra bambina o il nostro bambino interiore da amare e accettare esattamente così com’è. Tutto ciò porta nelle nostre vite una qualità di sensibilità, delicatezza e dolcezza che altrimenti non avremmo.

Prenderci cura di questa parte di noi permette, come abbiamo visto, l’avvicinamento anche nella relazione sciogliendo la paura che ci obbliga a fare un passo avanti e dieci indietro. La paura dell’annientamento cederà il posto a un nuovo desiderio di amare e di lasciarsi andare.

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