In un periodo in cui aggressività e violenza sembrano dilagare, voglio provare a condividere le mie riflessioni sul tema, in un viaggio fatto di 4 momenti, che toccano altrettanti aspetti del problema. Spero possano essere utili a qualcuno, che come me, vive con fatica quest’epoca, dove la prepotenza sembra avere la meglio.
Se accendo la TV e guardo il telegiornale o trasmissioni di approfondimento ciò che vedo mi atterrisce e mi sconforta. E resto bloccato lì, come congelato.
Governanti prepotenti: uomini di potere che eccedono nel loro potere e diventano “pre-potenti”. E ostentano il loro eccesso di potere. Se ne vantano, offrendosi come modello. Diventano un paradigma per tutti coloro che cercano un modo per superare il proprio senso di frustrazione, di impotenza e di inferiorità.
Abusi e femminicidi: il più spesso delle volte sono maschi che guardano le donne, non come persone, ma come oggetti di loro proprietà. Nella loro mente è loro diritto “usare” la loro donna, come usano la loro auto o il loro cellulare. E questo uso finisce per sconfinare nell’ab-uso, nella violenza e spesso persino nell’omicidio.
Bullismo e baby gang: si può essere accoltellati per una catenina d’oro, per un monopattino, per un cellulare o per un paio di cuffie. La vita sembra avere sempre meno valore, così come la dignità umana. Prendersi gioco del debole, dell’anziano, del malato o dello svantaggiato è un modo per sentirsi più in alto nella “piramide sociale”, quasi fossimo belve feroci, e la nostra sopravvivenza dipendesse dalla nostra posizione della catena alimentare.
Social haters, cyberbullismo e aggressività verbale: chi è diverso o ha un parere/opinione diversa viene attaccato in maniera verbalmente violenta e umiliato. A volte viene minacciato e perseguitato, al punto da dover finire sotto scorta. Il caso della senatrice Liana Segre credo sia inequivocabile: una donna anziana, sopravvissuta a campo di concentramento di Auschwitz ha bisogno di vivere sotto scorta perché qualcuno la odia, per ciò che lei rappresenta e la vorrebbe morta.
Il dilagare del fenomeno della polarizzazione su qualsiasi tema fa sì che la società sia profondamente divisa e dis-integrata su qualsiasi argomento. Che si tratti di guerra o pace, di un partito o dell’altro, del virus o del vaccino, ogni argomento/materia è buono per dividersi in guelfi vs ghibellini e insultarsi a vicenda, pretendendo che ciascuna delle due parti abbia tutta la ragione e l’altra tutto il torto.
Il cambiamento è possibile?
Come uscire da questa situazione?
E’ possibile cambiare il mondo, la realtà circostante?
Nelle prossime parti, proviamo a riflettere su come agire, senza re-agire in maniera aggressiva o violenta.