A 14 anni, chi ha scelto la tua scuola superiore?
Fermati un attimo su questa domanda. Sei stato tu a scegliere, o qualcun altro ha scelto per te: un genitore, un insegnante, “quello che si fa di solito”?
E dopo, se sei andato all’università: la facoltà l’hai scelta tu, seguendo qualcosa che ti apparteneva? O hai scelto ciò che sembrava “ragionevole”, ciò che avrebbe reso orgogliosi gli altri, ciò che sembrava la strada più sicura?
Il lavoro che è arrivato dopo, rispecchiava le tue aspirazioni, o quelle di qualcun altro travestite da tue?
Non sono domande retoriche. Sono domande scomode, perché molti di noi hanno costruito un’intera esistenza su decisioni prese a 14, 18, 22 anni spesso con poca consapevolezza, spesso per accontentare, spesso per non deludere.
E allora arriviamo alla domanda più importante: le tue giornate, il tuo tempo, la tua energia sono tue. Il destino che stai vivendo è il tuo, o è quello che qualcun altro ha immaginato per te?
Non serve stravolgere tutto domani. Serve iniziare da una domanda sola, onesta: quanta parte del mio tempo, oggi, è dedicata a qualcosa che mi dà energia, che nutre ciò che mi appassiona, che fa crescere la mia anima?
Se la risposta ti disturba, è un buon segno. Vuol dire che una parte di te sa già dove vorrebbe andare.
Non è mai troppo tardi per riprendere in mano la penna con cui si scrive la propria storia.
E tu, a che punto sei?