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Aggressività seconda parte: cosa accade al mio interno

Sento il bisogno di “scongelarmi” dalla paura di tutta questa violenza intorno a me, tornando a me stesso, al mio “centro di gravità permanente”.
Torno a quel nucleo che ha bisogno di essere rassicurato, perché si sente accerchiato da un branco di lupi. Mi sento una preda. Potrei anche reagire diventando “belva feroce”, per attaccare, invece di difendermi. Sono consapevole che tutta quella paura potrebbe generare in me anche rabbia e quindi contribuire ad aumentare l’aggressività e la violenza nell’ambiente circostante.

Mi rivolgo all’interno, per rassicurare quel bambino che è stato vittima dei bulli e che ancora è spaventato dalla violenza e dalla prepotenza che caratterizza la realtà circostante. E’ lui che è lì… congelato, al mio interno e io sono congelato come riflesso del suo congelamento.
Torno da lui per dirgli che non è solo, che io ci sono e che il mondo è anche altro… anzi il mondo è soprattutto altro.

Ci sono tanti bambini come lui e ci sono tante persone come me, spaventate, che hanno bisogno di incontrarsi, di riconoscersi, di guardarsi negli occhi e di prendersi per mano, per scoprire che la vita, l’energia e l’amore che anima ciascuno di loro è più forte della violenza vista in TV.  Siamo in tanti, ma la paura dei molti dà energia alla prepotenza dei pochi.

Non esiste unicamente ciò che fa tanto rumore. Esiste anche il silenzio di un abbraccio. Esiste anche la solidarietà espressa in un sorriso. Esiste il calore di una mano che stringe la tua. Esiste un incontro di sguardi, di persone che sanno comprendersi. Esiste il naturale desiderio di pace e di un futuro migliore, che qualsiasi genitore prova per i propri figli.

E’ tornare dentro me stesso che attiva questa energia, questo amore, e questo calore. Niente è cambiato fuori di me, eppure tutto è cambiato dentro di me.

Hai voglia di fermarti, di respirare e di ascoltare questa parte che è dentro di te?

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