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Aggressività terza parte: che tipo di persona è la persona aggressiva

Una volta superato il blocco dettato dalla paura, provo a documentarmi, per capire meglio.
Ho BISOGNO di capire: che cosa scatena l’aggressività? Cosa fa sì che ci siano in giro così tante persone aggressive? Gli studi abbondano e i dati raccolti sono davvero copiosi.

Ci sono fattori che riguardano la salute mentale: la depressione, il disturbo bipolare o i disturbi di personalità possono aumentare la predisposizione all’aggressività. Non sempre è facile accedere alle strutture del SSN che si occupano di salute mentale e molti restano soli nella loro battaglia.

Altri riguardano la salute fisica: alterazioni nei livelli di ormoni come il testosterone possono contribuire all’aggressività. In questi casi la persona aggressiva è in realtà una persona malata e andrebbe curata da medici competenti.

Ci possono essere alla base dei comportamenti tossici, come ad esempio l’uso di droghe, alcol, psicofarmaci o altre sostanze psicotrope può alterare il comportamento e aumentare l’aggressività. In questo caso la persona aggressiva ha un grave problema di dipendenza e andrebbe seguita da qualcuno che possa aiutarlo, con un percorso di recupero.

A volte la persona aggressiva è stata sottoposta a situazioni di stress prolungato, si pensi ai veterani di guerra, affetti da disturbo da stress post-traumatico. Altre volte hanno subìto violenze o abusi oppure hanno vissuto altri eventi traumatici, che hanno condizionato il loro comportamento. Anche chi ha disturbi lievi di questo tipo, può diventare molto aggressivo, se sottoposto a stress ambientali, come il sovraffollamento, forti rumori, temperature elevate, privazione di cibo o acqua o sonno, ecc… Ricordate quanto abbiamo “sclerato” durante il COVID? C’è chi vive perennemente in questo stato di agitazione.

Questi fattori possono interagire tra loro, peggiorando l’aggressività. In questo caso la persona aggressiva ha dei grossi problemi psicologici, che andrebbero trattati da “qualcuno bravo”.
Insomma, l’aggressivo è spesso un malato o una persona affetta da gravi dipendenze oppure un traumatizzato, un disadattato. Frequententemente quindi l’aggressivo è una persona che soffre. E io che lo catalogavo rapidamente come uno “stronzo”, consegnandolo al giudizio della storia, mi sento un po’ stronzo a mia volta. Cosa fare? Come uscirne?

Se penso alla persona aggressiva come una persona che ha problemi e debolezze più grosse delle mie, il mio sguardo cambia. Ciò che provo non è più rabbia, ma compassione. Con questo non sto dicendo che mi sento pervaso dall’impulso irrefrenabile di “porgere l’altra guancia”. Questo NO! Ma penso che se l’aggressivo “sbaglia la misura” occorre aiutarlo a ritrovare la misura corretta, quella misura non patologica, ma sana, che consente una relazione sana.

Oppure serve prendere le distanze dalla persona aggressiva e dalla sua aggressività. La malattia va curata e la persona può essere rieducata, a condizione che la persona accetti di cambiare. La mia parte di responsabilità sta nello smettere di pensare alla persona aggressiva come una persona cattiva. La sua parte di responsabilità consiste nell’accettare che un comportamento aggressivo con consente una relazione sana e positiva per entrambi.

Queste riflessioni hanno cambiato le mie emozioni. Come sono cambiate (se sono cambiate) le vostre?

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