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Amare se stessi – seconda parte

Non smettere di MIGLIORARSI. Imparare ad apprezzarsi non significa “io vado bene così e non posso/devo cambiare” al contrario dire “ho sempre fatto così e non sono mai riuscito a cambiare, quindi inutile provare.” non porta a nulla. Migliorarsi significa non stancarsi di diventare oggi meglio di ieri e peggio di domani, sapendo che siamo opere d’arte uniche e che qualche levigata qua e là ci può solamente rendere ancora più speciali. Migliorarci è prenderci cura di noi stessi e quindi è uno dei massimi atti d’amore che possiamo dedicarci.
Stephen Covey ha scritto: “Sii paziente con te stesso. La crescita personale è un terreno sacro. Non c’è investimento migliore.”.

La difficoltà di questa parte consiste nel fatto che non si finisce mai di migliorarsi e quindi è fondamentale la motivazione e la costanza. Perdersi d’animo è facile. Dirsi “ma tanto è inutile” è nemico del nostro bene, tanto quanto il perfezionismo che ci dice “hai dei difetti, dunque fai schifo!”.

È molto importante imparare a PERDONARSI. Perchè abbiamo fatto sbagli, ne facciamo e ne faremo. Feriremo persone o le tradiremo e, peggio ancora, abbiamo tradito noi stessi o lo faremo… eh… essere umani è anche questo.
Anche qui è il perfezionismo, la pretesa di una coerenza granitica e senza eccezioni che ci frega, portandoci in un giudizio che ci autocondanna, senza possibilità di appello. Imparare a guardare a noi stessi senza giudizio e con amorevolezza è fondamentale per non buttare a mare tutto quanto detto prima. Credo che quando Gesù ha detto “non giudicate e non sarete giudicati, non condannate e non sarete condannati” si riferisse a qualcosa di molto terreno, che riguarda il rapporto fra noi e gli altri, ma soprattutto fra noi e noi stessi. I peggiori inferni ce li costruiamo con le nostre mani e poi ci condanniamo a viverci dentro, magari all’ergastolo!
KJ Kilton ha scritto: “Nessuno può o potrà mai sentire il tuo dolore tanto quanto te. Perdonati per il passato, cogli il dono del momento presente.”.

L’aspetto difficile di questa parte è che siano intrisi di cultura cattolica, di giudizio, di peccato e di senso di colpa. L’assurdo è che il messaggio originale di Gesù è che siamo figli di Dio, creati a sua immagine e somiglianza e fatti per risplendere. Il che non implica la perfezione, ma implica che la nostra essenza è buona ed è luminosa! Guardare la luce o la parte di ombra è come guardare il bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto: è una scelta. E la scelta riguardo a me spetta a me stesso. Walt Whitman ha scritto: “Tieni il viso rivolto sempre verso il sole e le ombre cadranno dietro di te.”.

Nota bene: laddove esiste un’ombra significa che c’è una luce che colpisce un oggetto. Solo così si può creare un’ombra. Se dunque hai una parte di ombra dentro di te, allora ci deve essere per forza una luce. Sai qual è? Se la risposta è “no”, allora lavora per trovare la tua luce. Dopo (ma soltanto dopo) lavora sulla tua ombra.

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