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CHE COSA HANNO IN COMUNE IL KINTSUGI E IL COUNSELING?

C’è un’arte giapponese, il kintsugi, che ripara ciò che è rotto usando l’oro.
Non nasconde le crepe, le valorizza. Le rende parte della bellezza dell’oggetto.
Il Counseling permette di fare lo stesso dentro noi stessi, con le nostre ferite.
Le cicatrici che ci portiamo dentro ci ricordano esperienze del passato. Non dovrebbero decidere per il nostro futuro.
Esse descrivono le nostre cadute, ferite, resistenze, che spesso si sono trasformate in paure e blocchi.
Non rappresentano un segno di debolezza, ma raccontano di come siamo sopravvissuti alle sofferenze delle nostre esistenze.
Ogni cicatrice racconta la nostra evoluzione. E’ una mappa, che rappresenta il percorso, tramite il quale abbiamo integrato il dolore con la crescita.
Il futuro non si costruisce evitando o nascondendo le nostre cicatrici, ma imparando a brillare proprio attraverso di esse.
Come ha scritto C.S. Lewis: “Non puoi tornare indietro e cambiare l’inizio, ma puoi iniziare da dove sei e cambiare il finale”.

 

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